Immagini fanno storia a 100 anni dal sisma

28 Marzo 2015

Dagli archivi degli istituti Luce e Gumount un filmato recuperato da Monaco La lezione degli esperti: «Bisogna costruire bene per vivere in sicurezza»

AVEZZANO. Il terremoto del 1915 ha lasciato il segno nella Marsica. Durante la conferenza tenutasi presso il liceo classico Torlonia, tra numerosi interventi e un filmato inedito è stata ripercorsa la storia di quella terribile mattina di cento anni fa. Organizzatore e protagonista dell’evento il giornalista della Rai, Antonio Monaco, il quale ha concesso un’esclusiva di un filmato ritrovato in Francia che documenta il sisma.

Hanno preso parte alla manifestazione il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, il presidente del Comitato organizzatore del centenario, Giovambattista Pitoni («Siamo un popolo fiero, capace di cadere e risorgere»), l’ingegnere Walter Bellotta e il professore Piergiorgio De Santis.

La conferenza è stata aperta dalla preside Rossella Rodorigo e dall’ex dirigente Ilio Leonio. L’evento è stato incentrato sulla ricostruzione delle cronache dell’epoca, mediante vari tipi di fonti, tra cui i giornali dell’epoca, le fotografie e il video già citato. Accanto al filmato inedito ne è stato riprodotto un altro realizzato dagli alunni del liceo sotto il coordinamento degli insegnanti Federica Gambelunghe ed Enzo D’Alanno.

«La memoria storica non si cancella, ma si deve guardare al futuro», queste le parole del giornalista Domenico Ranieri, il quale ha curato l’inserto speciale del quotidiano Il Centro, pubblicato nel giorno stesso del centenario, in collaborazione con il collega Roberto Raschiatore. Da parte di Ranieri «un invito a soffermarsi sull’importanza della stampa come universale mezzo di comunicazione, efficace in ogni circostanza».

Di Pangrazio approva un linguaggio giornalistico rispettoso e mai offensivo da offrire ai giovani come modello di riferimento. Il sindaco, inoltre, parla di sicurezza, prevenzione e speranza come i tre elementi fondamentali a seguito di una catastrofe. L’ingegnere civile che si occupa di sismologia ha illustrato l’evoluzione delle norme antisismiche italiane. Partendo dalla prima normativa emanata in seguito al terremoto avvenuto a Messina nel 1908, che contava circa 80mila vittime, Bellotta ha spiegato come le varie regioni italiane siano state progressivamente catalogate come zone ad alto rischio sismico.

«Agli inizi del XX secolo l’Italia», ha spiegato Bellotta, «vantava uno dei più avanzati piani di sicurezza antisismici d’Europa, mentre nel 2003 ne possedeva uno dei più obsoleti. Questo dimostra come con il passare degli anni si tenda a sottovalutare la pericolosità della zona sismica e di conseguenza l’importanza della prevenzione».

L’esperto ha anche presentato ciò che avviene durante il terremoto e le conseguenze che esso reca alle costruzioni. «I fabbricati infatti», ha aggiunto, «a seguito di una scossa, possono presentare diverse tipologie di danno, che dipendono dalla geotettonica del terreno, dalla vita dell’edificio e dalle norme in vigore quando è stato costruito».

Interessante anche il lavoro eseguito dagli studenti, guidati dalla professoressa Cristina Salciccia, Ivana Bianchi e Annamaria Di Massimo, coordinate dal professor De Santis. Sono state mostrate delle “slide” attraverso le quali è stato possibile analizzare il fenomeno del terremoto dal punto di vista geologico. L’impostazione è stata incentrata su un excursus partito dalla conformazione geologica del territorio. Innanzitutto, le tre faglie più importanti – Tre monti, conca del Fucino e monte Serrone – che sono facilmente riconoscibili an che a occhio nudo e le conseguenze dei loro movimenti. Fino ad arrivare all’invenzione del sismografo e alla lettura del sismogramma per riconoscere l’intensità di una scossa.

La lezione che arriva dagli esperti è legata anche alla necessità, per chi vive in zone sismiche, a convivere con le scosse e a essere in grado di affrontare l’emergenza applicando alla lettera i piani di protezione civile. In tutto questo resta un’assoluta priorità: costruire bene per vivere in sicurezza.

Marta Sterpetti

Martina Mancinelli

Benedetta Odoardi

Chiara Marcelli

Elidona Marpepa

Eleonora Santucci

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