Impallinato dal compagno di caccia

Ferito un aquilano di 72 anni colpito casualmente dall’amico al posto della lepre. Ora è ricoverato dopo un’operazione
L’AQUILA. Spara alla lepre ma colpisce l’amico che era impegnato con lui nella stessa battuta di caccia.
L’incidente, pur non grave nelle conseguenze, ha destato comunque non poco allarme per gli strascichi che in astratto poteva comportare. Il fatto è avvenuto ieri mattina, intorno alle 10,30, a Monte Luco di Roio a circa mille metri.
In quel momento, per uno di quegli errori che nelle battute di caccia si verificano più spesso di quanto si pensi, V.C., 72 anni, aquilano, si è accidentalmente trovato sulla stessa traiettoria di alcuni di pallini sparati dall’amico che, forse ingannato dalla vegetazione, era distante poche decine di metri.
Pertanto ha riportato ferite molto dolorose sia alle gambe che al basso ventre mentre, per fortuna, non ci sono ferite sul volto.
Subito è scattato l’allarme e da Pescara è decollato un elicottero del 118 che ha prelevato il cacciatore atterrando in uno spazio non lontano dal posto in un c’è stato il fatto.
In pochi minuti il 72enne è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore dove il malcapitato è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico per la rimozione dei pallini.
Ora è ricoverato in ospedale in attesa di essere dimesso tra qualche giorno. La prognosi non sarà breve anche se la penetrazione dei pallini nella cute è relativa.
Le indagini sono affidate dai carabinieri forestali dell’Aquila.
Essi, dopo aver ascoltato informalmente il cacciatore, di circa 45 anni, che ha sparato, hanno concluso che si è trattato, come è emerso anche dalle testimonianze, da altre valutazioni e dal rapporto tra i due, di un episodio di chiara natura accidentale.
Gli atti verranno consegnati questa mattina alla Procura della Repubblica con l’accusa di lesioni colpose.
Incidenti di caccia nell’aquilano, non se ne verificano da diverso tempo nonostante il buon numero di praticanti.
L’ultimo, di una certa gravità, risale esattamente a due anni fa quando, a San Pio delle Camere, un uomo di 65 anni fu aggredito dal cinghiale cui aveva sparato senza ucciderlo. Si salvò solo grazie a un altro cacciatore che abbattè l’animale. Nonostante questo se la cavò con una prognosi di 45 giorni.
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