Impegno dei sindaci al controllo del cementificio di Cagnano

21 Febbraio 2018

L’AQUILA. Il consiglio comunale straordinario convocato per discutere degli effetti della combustione del Css – il Combustibile solido secondario ottenuto dalla componente secca dei rifiuti non...

L’AQUILA. Il consiglio comunale straordinario convocato per discutere degli effetti della combustione del Css – il Combustibile solido secondario ottenuto dalla componente secca dei rifiuti non pericolosi – nel cementificio di Cagnano Amiterno, si è concluso con la stesura di una mozione bipartisan, approvata all’unanimità, che autorizza sindaco e giunta «a individuare attività e forme di controllo a tutela della comunità, rispetto a eventuali effetti dannosi sulla salute pubblica e sull’ambiente, della cementeria». Il documento impegna il sindaco a farsi promotore della costituzione di un tavolo tecnico regionale, allargato anche agli altri sindaci del territorio, il cui compito sarà quello di fare valutazioni epidemiologiche e sanitarie e trasmetterne i risultati, ogni sei mesi, alla terza commissione consiliare (Politiche sociali) e a tutti gli altri enti competenti. Alla seduta straordinaria hanno partecipato anche i sindaci di Cagnano Amiterno, Iside Di Martino, e Montereale, Massimiliano Giorgi, nonché i rappresentanti del comitato Aterno Aria (contrario all’utilizzo del Css) e dell’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. Proprio Carlo Bellina Agostinone, dell’Arta ha spiegato perché, per iniziare a bruciare Css, il cementifico non abbia dovuto chiedere alla Regione una Valutazione di impatto ambientale (Via): «Il cementificio era già stato classificato come un’industria insalubre. La Via sarebbe stata necessaria se la combustione avesse comportato un aggravio sostanziale della quantità degli inquinanti immessi nell’aria. Ma a fronte delle verifiche effettuate questa modifica non c’è stata. Dunque l’impianto ha potuto continuare a funzionare in base all’autorizzazione precedente (Aia, Autorizzazione integrata ambientale). Il decreto Clini ha classificato il Css come combustibile e non come rifiuto e il suo utilizzo è limitato ai soli impianti che possono bruciarlo in condizioni controllate. Il cementifico di Cagnano ha tutte le caratteristiche previste dalla legge». Secondo i comitati, tuttavia, esistono decine di studi scientifici che dimostrano la pericolosità dell’utilizzo del Css nei cementifici.(ro.ci.)
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