Impianti sciistici, una causa mette a rischio l’attività

31 Dicembre 2018

PESCASSEROLI. Incerto a Pescasseroli il destino degli impianti sciistici, che rischiano il fermo a causa del contenzioso tra il Comune e la società di imprenditori locali che vuole acquistare le...

PESCASSEROLI. Incerto a Pescasseroli il destino degli impianti sciistici, che rischiano il fermo a causa del contenzioso tra il Comune e la società di imprenditori locali che vuole acquistare le seggiovie di Monte Coste delle Vitelle.
Il tribunale di Sulmona venerdì scorso è stato chiamato a pronunciarsi sull'atto preliminare di compravendita avvenuto nel mese di dicembre 2017 fra la società S.g.e. e la sezione fallimentare del tribunale di Sulmona. Da quanto trapelato pare che il giudice abbia rigettato ogni opposizione all'acquisto degli impianti da parte di una cordata di operatori economici del paese, ma lo stato di incertezza attuale sta generando nella cittadina montana del Parco apprensione e preoccupazione.
L'economia invernale del territorio è legata al funzionamento degli impianti sciistici e rappresenta per Pescasseroli l'unica fonte economica con circa duecento attività commerciali, oltre quaranta alberghi e circa duecento addetti occupati nel circuito bianco che sono direttamente legati al continuo funzionamento degli impianti di risalita. Il sindaco Luigi La Cesa, ha riferito la posizione del Comune in merito alla vicenda. Ma è molto diffusa nella cittadinanza anche l'esigenza di arrivare a una chiarificazione definitiva della vicenda tanto che la consigliera comunale Paola Grassi ha chiesto al primo cittadino una assemblea pubblica per confrontarsi con cittadini e operatori economici. Sull'argomento interviene anche il gruppo di opposizione consiliare "Il coraggio di cambiare Pescasseroli" che chiede al Comune «di spiegare con precisione quale idea abbia per mettere a frutto gli impianti di risalita di Pescasseroli, che restano una risorsa e un punto di riferimento, e quale gestione preveda in merito ai terreni di proprietà compresi nel bacino sciistico. Si chiede inoltre se sindaco e giunta pensano a soluzioni gestionali diverse, ad esempio ad una società pubblico-privata». A esprimere preoccupazione sul futuro della stazione sciistica è anche il Comitato civico degli impianti di risalita. (m.lav.)
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