Impianto cremazioni, verso il dietrofront

San Demetrio, il Comune incontra i cittadini contrari alla realizzazione perché «opera inquinante»
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. L’amministrazione comunale di San Demetrio ne’ Vestini fa marcia indietro. Il forno crematorio non si farà, se i cittadini diranno definitivamente no al progetto. Domani la riunione decisiva sul tanto contestato impianto per la cremazione delle salme. Oggi alle 17, alla Sala Aurora il sindaco, Silvano Cappelli, e gli amministratori incontreranno la cittadinanza «per fornire informazioni sulle determinazioni assunte in merito alla realizzazione della struttura». Dopo mesi di proteste, la nascita del comitato “San Demetrio per l’ambiente”, l’esposizione di lenzuola bianche con la scritta “No forno”, una petizione popolare con oltre 1.300 firme e persino un ricorso al Tar, il Comune ha deciso di cambiare rotta. Dal sindaco, nessuna comunicazione ufficiale. «Preferisco non commentare prima della riunione con i cittadini», ha detto, interpellato dal Centro. Ma le indiscrezioni parlano di un ripensamento, dettato dalle tante pressioni e dalle numerose contestazioni della popolazione locale.
Fin dall’inizio il progetto è stato osteggiato: anche molti sindaci della vallata non hanno fatto mistero di essere contrari all’iniziativa, considerando il tempio crematorio «un rischio per l’ambiente e per la popolazione». Ed è proprio questa la motivazione principale, addotta nella petizione consegnata al sindaco Cappelli e su cui poggia il ricorso al Tar. L’amministrazione lo aveva presentato come «un project financing innovativo, con l’inserimento nel progetto di ampliamento del cimitero monumentale del paese, di un impianto per la cremazione delle salme, a servizio di tutti i comuni abruzzesi». Un’opera da 2 milioni 342mila euro, da realizzare entro un paio d’anni e per la quale si era fatta avanti un’associazione temporanea di imprese (Ati), formata da Altair ed Edilver. Per ogni salma cremata, il Comune di San Demetrio avrebbe incassato una tassa di accesso di 50 euro. La prima struttura del genere in Abruzzo. Ma l’idea non è piaciuta affatto a buona parte della popolazione vestina, che ha messo nero su bianco la contrarietà al progetto, firmando la petizione. E nonostante una delibera di giunta già approvata, con tanto di nulla osta del consiglio, adesso l’amministrazione è pronta a fare un passo indietro. Saranno i sandemetrani a decidere in via definitiva. Nella petizione, finita sul tavolo di Cappelli, si fa riferimento «alle emissioni gassose prodotte dal forno crematorio: polveri sottili, come il monossido di carbonio, che hanno caratteristiche altamente tossiche. In particolare, le diossine e il mercurio. Sostanze che rappresentano una minaccia per la salute umana e per l’ambiente».(m.p.)
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