Impianto irriguo, rassicurazioni dall’Arap

22 Settembre 2021

Fucino, l’azienda titolare del progetto: nessuna nuova opera sul Giovenco, portata minima garantita

PESCINA. Un impianto che risolva, una volta per tutte, il problema dell'irrigazione nel Fucino, da sempre annunciato e mai realizzato, sta finalmente per diventare realtà. Infatti appena la società ingegneristica, alla quale l’Azienda regionale per le attività produttive (Arap) ha affidato l'incarico, avrà eseguito la progettazione esecutiva, non più tardi dell’inizio del prossimo anno partiranno i lavori. Sperando che il governo onori l’impegno, assunto a suo tempo, di restituire i fondi destinati per l’impianto e provvisoriamente impiegati per fronteggiare l’emergenza Covid-19. La realizzazione di una nuova rete irrigua del Fucino, se per migliaia di agricoltori significa la fine di un incubo, per alcune comunità locali, a cominciare da Pescina, è divenuta già motivo di preoccupazione. Si teme soprattutto un’eccessiva captazione dell’acqua del Giovenco, che segnerebbe la fine del fiume. A tranquillizzarle però interviene il direttore generale dell’Arap Antonio Morgante, spiegando che le fonti di alimentazione dell’impianto sono tante. Il Giovenco ha una portata mediamente disponibile valutata in 600 litri al secondo nelle stagioni ordinarie e in 490 litri al secondo in quelle di magra. La captazione avverrebbe attraverso l’esistente opera di presa a monte dell’abitato di Pescina. L’acqua confluirà nella vasca di Venere e la distribuzione sarà integrata con le acque superficiali originate dalla sorgente Restina e dalla tracimazione del lago di Ortucchio, le cui portate sono state valutate rispettivamente in 570 l/s e 250 l/s, e dalla sorgente di Boccione, della portata di 600 l/s. «In caso di insufficienza di tali fonti e quindi proprio nel caso degli anni di magra che incidono sulla portata del Giovenco», spiega Morgante, «lo schema idraulico prevede l’integrazione dell’acqua del campo pozzi di Lecce nei Marsi, che ha una portata di 530 l/s, tale quindi da sostituire praticamente in toto l’apporto dato dal fiume. Con il progetto Arap», puntualizza il direttore generale, «si è evitato il ricorso a nuove opere che interessino il Giovenco, calibrando il progetto stesso in funzione della portata, in modo da garantire la salvaguardia del deflusso minimo vitale del Giovenco. Insomma, la captazione che si utilizzerà per il Giovenco è una derivazione già autorizzata nel tempo e l’utilizzo dello stesso potrà avvenire solo quando la portata lo consentirà in alternativa all’impiego dei pozzi. Quindi nessun impatto evidente sulla portata del fiume. Non va comunque dimenticato», sottolinea Morgante, «che i vantaggi attesi dalla nuova rete irrigua saranno enormi, in termini ambientali ed economici. Ambientali perché permetterà di impiegare la risorsa idrica in termini di assoluta efficienza ed efficacia, evitando la dispersione. Economici perché ridurrà drasticamente i costi che gli agricoltori sostengono per l’irrigazione ed eviterà danni per mancanza di raccolti per la siccità».