Impiegati infedeli sul web, Rsu furibonde

Critiche vietate in municipio. I sindacati alla De Alfieri: «Direttiva generica e da censura preventiva»
AVEZZANO. Dipendenti comunali infedeli su Facebook perché esprimono opinioni avverse all’operato del Comune datore di lavoro? Per i sindacati di Palazzo di città la direttiva del segretario generale Manuela De Alfieri è troppo generica e ha i toni di una censura preventiva. Chi sbaglia paga, ovvio, ma senza sparare nel mucchio.
«La Rsu del Comune di Avezzano avverte l’obbligo, a tutela dei dipendenti rappresentati, di intervenire sulla direttiva del febbraio 2018 del segretario generale», sottolineano i rappresentanti sindacali in municipio, «finalizzata a richiamare tutto il personale a comportamenti conformi al dovere di fedeltà nei confronti del datore di lavoro, sull’assunto dell’accertamento di comportamenti aventi rilevanza disciplinare, tenuti da alcuni dipendenti, consistenti nel pubblicare sui social network contenuti ritenuti lesivi dell’onore e del prestigio dei vertici politici comunali. A tal proposito, evidenziamo in primo luogo che, se il segretario generale è a conoscenza di condotte di singoli dipendenti aventi rilievo sotto il profilo disciplinare, ben può vagliare, quale componente dell’ufficio comunale per i procedimenti disciplinari, se sussistono elementi per avviare un’iniziativa verso il soggetto individuato come responsabile, e dare seguito alla procedura di sua competenza. D’altro canto, se chi si ritiene offeso dalla condotta accertata intende tutelare la sua reputazione, ha tutti gli strumenti per farlo nelle opportune sedi, sempre richiamando la responsabilità personale del o dei presunti autori della condotta offensiva. Non è invece a nostro avviso ammissibile una comunicazione rivolta a destinatari indeterminati e di contenuto vago, ma sufficiente a far avvertire alla generalità dei dipendenti la sensazione che ci sia chi osserva il loro operato anche extra lavorativo e, dunque, tale da condizionarli nell’esprimere la propria opinione sui social network in qualità di semplici cittadini, per il timore ingenerato da un richiamo che sembra assumere quasi i toni di una censura preventiva».
Quindi l’invito al segretario generale De Alfieri «ad astenersi, in futuro, da siffatte iniziative generiche e a perseguire, tramite l’apposito ufficio, le specifiche condotte di singoli soggetti, ai quali andranno formulati circostanziati rilievi, in modo da metterli in condizione di esercitare adeguata difesa». (r.rs.)
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