Imprenditore in lotta contro la burocrazia

Celano, dal lockdown a un codice negato: ecco la storia di Marcaurelio che sta perdendo lavori
CELANO. La malaburocrazia non conosce pietà. Neanche di fronte a un lockdown. Ne sa qualcosa Filodeo Marcaurelio, imprenditore celanese a capo della Infissi Fma Celano snc. Senza il documento unico di regolarità contributiva (Durc) che attesta i pagamenti di Inps, Inail e Cassa edile, il titolare non può stipulare contratti con Enti e aziende del settore pubblico, vedendosi costretto a rinunciare a numerose commesse.
«Praticamente l’Inps ci chiede di pagare quanto già versato, ma con un codice diverso», racconta Marcaurelio, «ogni giorno devo fare una scelta: se saldare le fatture dei fornitori o versare gli stipendi ai miei dieci dipendenti, molti dei quali hanno mutui e figli all’Università».
Marcaurelio da 40 anni porta avanti la sua azienda con spirito di sacrificio, ma anche soddisfazione e ora si trova in difficoltà per via di un cavillo burocratico apparentemente senza soluzione. Tutto comincia allo scattare del lockdown di marzo, con la sospensione dei pagamenti Inps e Inail da parte del governo.
«A febbraio abbiamo scelto di versare la quota relativa ai dipendenti per garantire loro la cassa integrazione», aggiunge l’uomo, «poi dal 30 maggio al 30 settembre ho provveduto a completare il versamento del codice Dm10 in 5 rate come previsto dal decreto. A oggi ho in sospeso solamente il Dm10 di luglio per il quale ho richiesto una dilazione che, però, l’Inps ha rifiutato in quanto non ci è stato abbinato il pagamento precedente per via di un cambiamento del codice tributo che mi è stato comunicato solo dopo il versamento di quanto dovuto e con mesi di ritardo. In sostanza ci viene chiesto di ripagare lo stesso tributo con il nuovo codice. Per via dello smart working dei dipendi Inps», prosegue disperato il titolare della Infissi Fma Celano, «mi trovo davanti a un invalicabile muro di gomma. Intanto senza un dialogo con l’ente tentato anche dal mio consulente, una soluzione e, soprattutto, un Durc aggiornato non posso lavorare con le aziende del settore pubblico continuando a perdere commesse preziose giorno dopo giorno. Credo che nel nostro Paese ci vorrebbero meno burocrazia e più uguaglianza tra i lavoratori pubblici e quelli privati visto che, in Italia, i titolari di partita Iva sono fortemente penalizzati». (f.d.m.)
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