Impresa fallisce, 5 famiglie rischiano lo sfratto

1 Marzo 2016

Gli acquirenti sono avezzanesi che si ritrovano ad essere “occupanti senza titolo” Le case sono state acquistate ma l’imprenditore non ha mai firmato il rogito

AVEZZANO. I risparmi di una vita spesi per acquistare un appartamento e poi non viene riconosciuto loro nemmeno il diritto di essere proprietari di una casa che hanno già pagato. Per continuare ad avere un tetto sopra la testa la soluzione sarebbe riacquistare la casa in cui vivono da anni, all’asta. Magari sperando che contemporaneamente al ribasso del prezzo non arrivi qualcuno ad acquistarla prima di loro. È una storia che ha dell’incredibile quella in cui si sono ritrovate coinvolte cinque famiglie di Avezzano che nel 2008 hanno acquistato delle case “sulla carta”, che sono poi nate in centro.

Si tratta di persone che si sono trovate a spendere i risparmi di una vita, per acquistare la loro prima casa, dove vivere per tutta la vita, con i propri figli. Nel 2008 sono stati stipulati i contratti preliminari e tutti gli acquirenti hanno versato quasi per intero il prezzo totale degli appartamenti, direttamente all’impresa costruttrice, all’epoca molto conosciuta in tutta la Marsica.

C’è chi ha versato 300mila euro, chi 200mila e chi 100mila. Secondo quanto poi emerso nel corso degli anni, i soldi degli acquirenti, versati su uno dei conti della società, venivano prelevati senza che poi andassero a coprire le ipoteche iscritte dalla banca, a garanzia dei crediti erogati. Secondo la ricostruzione della vicenda, elaborata dagli avvocati ai quali si sono rivolti ora i malcapitati acquirenti e quindi i legali Andrea Cascianelli, Daniela D’Angelo e Valerio Alfonsi, il denaro versato veniva sottratto al completamento del fabbricato e destinato a spese personali. Intanto gli istituti di credito hanno però continuato a concedere credito all’impresa, garantendo l’erogazione dei soldi con l’istituzione di ipoteche di primo grado.

E così, ancora prima che fossero terminati i lavori delle case, gli acquirenti hanno iniziato a viverci dentro, sollecitando il costruttore a stipulare il rogito, che però non è mai arrivato perché l’imprenditore non si presentava dal notaio.

Nel frattempo, a causa del prolungato stato di insolvenza dell’impresa, il tribunale di Avezzano ha dichiarato il fallimento del costruttore e la banca, forte delle ipoteche iscritte, ha messo all’asta gli appartamenti. Gli acquirenti rischiano ora di trovarsi privati della possibilità di acquisire l’effettiva proprietà della casa da loro già pagata e quindi acquistata, con la concreta possibilità di perdere anche tutto il denaro versato in acconto per la compravendita, a causa del fallimento del costruttore. Fatto sta che ora le famiglie saranno costrette a ricomprare la loro casa all’asta in quanto i soldi pagati a suo tempo non saranno minimamente riconosciuti.

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