Imprese senza liquidità 4mila bussano in banca

La Confesercenti sollecita interventi a fondo perduto per le aziende Rossi: in vista dell’estate si può spingere sul turismo di prossimità
L’AQUILA. Le imprese aquilane hanno bisogno di liquidità. A dirlo sono i dati emersi da un sondaggio effettuato dalla Confesercenti e dalla cooperativa di garanzia “Cooperfidi Abruzzo”, tra le aziende del territorio provinciale. In 4mila hanno bussato alla porta delle banche per ottenere il prestito da 25mila euro disposto dal governo, per un importo medio richiesto di 21mila euro ad azienda. A conti fatti, solo in provincia dell'Aquila sono stati richiesti finanziamenti garantiti dallo Stato per 350 milioni di euro. «Un indebitamento gravoso per il tessuto produttivo locale», lo definisce Carlo Rossi, responsabile di Confesercenti L’Aquila, «già fortemente penalizzato dalle imposizioni restrittive in vigore per il contenimento del coronavirus».
LE PRIORITÀ. Il quadro economico emerso dal report della Confesercenti tratteggia l’impoverimento del mondo imprenditoriale locale. E le difficoltà con cui, quotidianamente, devono convivere piccole imprese, commercianti e artigiani: scadenze fiscali, pagamenti dei fornitori, finanziamenti sospesi e cancellazioni di ordini, merce invenduta o scaduta e nuovi approvvigionamenti a cui far fronte. «Le aziende necessitano di interventi a fondo perduto», sottolinea Rossi, «che possano contenere gli effetti catastrofici del lockdown nella nostra provincia, dove si trascinano ancora i problemi post-sisma».
PROPOSTE AL COMUNE. Confesercenti ha avanzato un pacchetto di proposte al Comune per la ripartenza. «In vista dell’estate si può spingere sul turismo di prossimità o agevolare il circuito del commercio al dettaglio, della ristorazione e delle realtà alberghiere», evidenzia Rossi, «così da dare una boccata di ossigeno per contrastare la stagnazione». Confesercenti ha posto l’accento, in particolare, sul settore della ristorazione. «Oltre all’azzeramento della Tosap, previsto nel decreto Rilancio», spiega Rossi, «abbiamo chiesto al Comune un’isola pedonale permanente serale, a partire dalle 20, nei giorni feriali, e per l’intera giornata nei festivi, per i mesi da giugno a settembre, in un perimetro da definire, anche più esteso rispetto al centro storico. La seconda proposta riguarda la semplificazione e la massima celerità nell’accoglimento delle domande e delle procedure per la concessione degli spazi destinati all’occupazione di suolo pubblico, da parte di bar e ristoranti». La Confesercenti ha sollecitato la giunta anche a farsi carico degli oneri Siae per locali, bar e ristoranti, che decideranno di animare gli spazi esterni con musica dal vivo, nel periodo estivo, sempre nel rispetto delle regole anti-contagio.
ABBIGLIAMENTO. Un settore dove la crisi morde. «Il comparto è destinato a perdere, in un anno, tra il 15% e il 25% del fatturato», conclude Rossi, «mentre si ipotizza una crescita del 20% del mercato on line, che penalizzerà i negozi di vicinato».
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