In 150 chiedono risarcimenti dopo i tre nubifragi sul Fucino

3 Agosto 2019

Domande presentate nei Comuni di Trasacco e Luco dei Marsi: sono 2.900 gli ettari colpiti Tante le colture ancora sott’acqua. Nell’elenco dei danni anche il tetto crollato all’ex pretura

TRASACCO. Lista lunga per i danni da allagamenti a Luco dei Marsi e Trasacco: nei due popolosi centri della Marsica, dove la violenza della pioggia ha danneggiato oltre 2.900 ettari di colture, oltre 150 addetti ai lavori, tra i piccoli e i grandi imprenditori, hanno subìto danni quantificati in qualche milione di euro.
A Luco, a fine luglio, sono andati sott’acqua oltre mille ettari di colture, mentre a Trasacco, il 10 luglio, sono stati quasi 1.900. Ora le amministrazioni, che confidano in un aiuto concreto della giunta Marsilio, stanno completando la raccolta delle domande da girare alla Regione. «Al momento il numero degli imprenditori agricoli che hanno segnalato danni», afferma il vicesindaco con delega all’Agricoltura, Giorgio Giovannone, «ha superato quota quaranta, mentre alcuni appezzamenti sono ancora sott’acqua, quindi i danni sono destinati inevitabilmente a salire. Il quadro emerso all’indomani degli eventi meteorologici del 27 e 28 luglio è sconfortante».
Qualche chilometro più in là, a Trasacco, la stima dei danni dell’Ente ha compreso anche alcune strade e il tetto dell’ex pretura crollato sotto il violento temporale. «Qui, oltre agli ingenti danni subiti da una decina di grandi aziende e un centinaio di piccoli imprenditori e agricoltori», afferma il sindaco Cesidio Lobene, «il maltempo ha generato danni su strade e all’ex pretura. Confidiamo in un sostegno economico della Regione».
Visto l’intensificarsi dei fenomeni di maltempo, sul versante luchese, il Comune ha lanciato l’allarme al presidente della Regione, Marco Marsilio, e all’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, affinché «la Regione adotti tutte le misure a sostegno degli operatori colpiti e istituisca un tavolo, che riunisca operatori, Enti e associazioni, per la definizione condivisa di strumenti utili a un approccio più efficace e organico a questi aspetti cruciali per il territorio».
«Non possiamo sempre fare la conta dei danni e il punto sull’emergenza», evidenzia Giovannone, «occorre un lavoro sinergico: a partire dalla sensibilizzazione degli operatori stessi alla manutenzione ordinaria, agli incentivi, anche attraverso il Psr, per questo tipo di attività, essenziale per il buon funzionamento della rete, alle facilitazioni possibili al riguardo, fino alla definizione di un vero e proprio calendario per le attività cicliche di ripristino dei diversi territori, che rappresenti un tabellino di marcia inderogabile e da condurre in compartecipazione tra i vari soggetti interessati, fino alle attività di controllo, sono diversi gli elementi che potrebbero essere inclusi in un programma di revisione capillare e necessario della gestione del territorio, con riguardo al settore agricolo».
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