In 170 sono in cerca di una casa che non c’è Domande triplicate

La storia di un musicista: «Sono in graduatoria da due anni» L’assessore D’Alessandro: «Emergenza ormai cronica»
SULMONA. Aspetta da più di due anni una casa popolare, ma in città non ce ne sono da tempo. All’ultimo bando è più che triplicato il numero di persone che ha bisogno di un alloggio dove vivere. Sfondano il tetto delle 170 le richieste arrivate in occasione dell’ultima selezione pubblica, scaduta il mese scorso dopo la proroga di gennaio. A fronte dell’aumento di richieste, però, non ci sono alloggi liberi in città. Fra i tanti casi disperati c’è anche quello di R.M., musicista sulmonese 49enne, che prova ad ottenere una casa dal 2013. Ora, dopo lo sfratto dall’ultimo appartamento, è ospite da un amico. «Sono senza reddito fisso dal 2009» racconta disperato «anche la mia professione ne sta risentendo. Ho chiesto aiuto al Comune da anni».
«Conosciamo la sua situazione» assicura l’assessore al Sociale, Nicola D’Alessandro «e stiamo valutando per un contributo. Ma è purtroppo un caso simile a molti e il Comune non ha le risorse necessarie». L’emergenza abitativa a Sulmona è diventa ormai cronica, con i bandi degli ultimi anni che sono rimasti su carta proprio per la carenza di case libere. All’ultima graduatoria, stilata a dicembre 2013 e riferita al bando del 2012, erano arrivate 55 domande, 14 escluse e 41 accettate. «Le domande sono 170, più che triplicate» conferma l’assessore «purtroppo non ci sono case libere e la situazione peggiora».
L’emergenza abitativa in città raggiunge livelli record, fra case popolari occupate e nuove costruzioni bloccate, anche a causa di un piano regolatore in panne da circa trenta anni. Un’eternità che ha fatto schizzare i prezzi del mattone, con sempre più persone che non riescono a permettersi una casa di proprietà e che sono costrette ad affollare le graduatorie delle case popolari o a ripiegare sugli affitti che salgono di prezzo. Le richieste di case popolari, per le quali il reddito convenzionale non deve superare i 12.923 euro l’anno, arrivano soprattutto da giovani coppie, stranieri e famiglie con posti di lavoro persi.
Attualmente a Sulmona sono 230 le case popolari: 150 di proprietà dell’Ater e 80 quelle parcheggio (concesse solo per situazioni di emergenza abitativa e massimo per due anni). Tempi quasi sempre sforati, con le persone che non le lasciano per mancanza di alternative. Per questo il Comune è a volte costretto a ricorrere a sanatoria, trasformando i contratti di affitto a tempo indeterminato. Da circa venti anni l’Ater (Azienda territoriale edilizia residenziale) non costruisce nuovi appartamenti in città.
Federica Pantano
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