In 500 per il saluto a don Aldo, il parroco delle mille battaglie

Dopo 27 anni va in pensione e lascia la chiesa di Antrosano Lui si commuove: «Continuerò a lottare contro i soprusi»
AVEZZANO. La sua ultima messa da parroco della chiesa di Santa Croce ad Antrosano don Aldo Antonelli l’ha celebrata domenica.
Le dimissioni irrevocabili, presentate il 27 aprile del 2014 (ricorrenza della Pietraquaria) al vescovo Pietro Santoro, sono diventate quindi effettive e da meno di quarantotto ore don Aldo è un ex parroco. O meglio, un sacerdote in pensione.
Dopo ben 27 anni, questo prete mai banale e sempre in prima linea contro i mali della nostra società, lascia il paese per il quale si è speso in mille maniere e al quale ha dedicato oltre un quarto di secolo della propria opera pastorale e della propria esistenza.
E per dare l’addio a don Aldo quasi 500 persone si sono date appuntamento in un gazebo allestito nei pressi della nuova chiesa dell’Immacolata, in quella piazza Arcobaleno la cui denominazione è stata scelta proprio dall’ex parroco. Una specie di ultima cena (l’accostamento non sembri irriverente) che ha strappato qualche lacrimuccia a più d’uno. D’altronde, l’essere rimasto in mezzo a quel popolo per così tanti anni ha rappresentato per la comunità di Antrosano un punto di riferimento importante, come egli stesso non esita a riconoscere: «Ventisette anni sono tanti, ma lascio questa parrocchia con la consapevolezza di aver dato tutto quanto era nelle mie possibilità. Avrei voluto fare di più, ma le circostanze e le oggettive difficoltà non sempre me lo hanno permesso».
Un pensiero don Aldo lo riserva ai giovani: «Lascio anche un gruppo di giovani sani nei principi e desiderosi di crescere, con valori morali solidi, che spero non abbandonino mai».
Inevitabilmente il pensiero va alla sua ultima celebrazione eucaristica, e qui viene fuori l’animo sensibile che ha sempre cercato di nascondere sotto la scorza dura dell’uomo che non ha mai rifiutato le battaglie: «L’ultima volta che ho vestito i paramenti sacri, mi sono imposto di restare calmo per non essere sopraffatto dall’emozione, altrimenti l’omelia sarebbe risultata intrisa di lacrime, ma vi assicuro che ho dovuto compiere un grande sforzo per riuscirci».
Adesso don Aldo (ma forse quel don ormai appare superfluo), non ha più il dovere di rispettare certi orari e certi compiti, ma non si annoierà: «Ho tanti interessi, ma soprattutto continuerò nella mia opera all’interno dell’associazione Libera che si batte contro ogni sopruso e che mi onoro di rappresentare nella nostra zona».
Al suo posto, il vescovo Pietro Santoro ha inviato don Francois Xavier Nshogoza, un sacerdote ruandese in Italia da circa 12 anni, che in precedenza officiava a Luco dei Marsi e che avrà il non facile compito di non far rimpiangere il suo predecessore. E proprio a lui don Aldo ha riservato l’ultimo saluto: «Gli faccio gli auguri più grandi, perché so che il compito che lo attende non sarà facile, ma invito i miei ex parrocchiani ad accoglierlo innanzitutto con la carità cristiana che si dovrebbe in ogni circostanza».
La cena di addio è stata una festa, ma il finale è stato un misto fra gli applausi e la commozione dei più. Quando la musica che ha accompagnato i commensali ha cessato di suonare è iniziato il momento più intenso di tutta la serata e nei discorsi di commiato dei suoi parrocchiani Remo Ruscitti, Italo Capoccetti e Giampietro D’Angelo, l’emozione l’ha fatta chiaramente da padrona.
Plinio Olivotto
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