In arrivo l’aumento dei canoni del Consorzio di bonifica

13 Ottobre 2017

Rossi (Cospa): «Non possiamo accettare tariffe che metterebbero in crisi le imprese agricole» L’ente, che raccoglie ventimila aziende, è in difficoltà a causa di un debito di 900mila euro

PRATOLA PELIGNA. Il Consorzio di bonifica Aterno Sagittario con sede a Pratola Peligna, viaggia verso l’aumento dei canoni consortili e scatta la protesta. Il maggior costo in bolletta, dei canoni per oltre 20 mila aziende iscritte, potrebbe essere approvato sin dalla prossima riunione del consiglio del consorzio. La decisione ha fatto scattare subito un coro di proteste. «Si apprestano a votare un aumento dei canoni consortili che non possiamo in alcun modo sostenere», lamenta Dino Rossi del Cospa Abruzzo, «la decisione peserebbe troppo per tutti i consorziati che sono alle prese con la crisi del settore agricolo. Inoltre, prima di pensare ad aumenti, tra l’altro ingiustificati, sarebbe il caso di arrivare finalmente ad una fatturazione in base al reale consumo di acqua e non sul semplice possesso di terreno». In particolare, si stima che per ogni ettaro di terreno il costo ammonti a circa 145 euro per il pagamento annuo del canone consortile. Un prezzo che per le colture come il grano, rappresenta già un costo maggiore rispetto alla resa del cereale per ettaro. Per questo anche un aumento di pochi euro della tassa consortile, farebbe saltare intere aziende. Non solo, la bolletta più pesante andrebbe a gravare soprattutto sui piccoli proprietari. Questi ultimi, magari specializzati in produzioni di nicchia, potrebbero decidere di rinunciare alla coltivazione degli stessi per l’eccessivo costo economico dei canoni consortili che in definitiva, ridurrebbero di molto i già bassi margini di ricavo. Una dinamica nota da tempo nelle aree che ricadono nella giurisdizione del Consorzio e che in definitiva potrebbe favorire l’aumento delle grandi estensioni di produzioni monocolturali come la vite e facilitare i grandi produttori che hanno più margini di guadagno. Una soluzione potrebbe essere quella di collegare il pagamento del canone all’effettivo consumo di acqua che le differenti tipologie di prodotto coltivato richiedono. Ma restano comunque i debiti accumulati negli anni da parte del consorzio di bonifica Aterno Sagittario. Quest’ultimo, nel corso del tempo è cresciuto molto assorbendo il consorzio Medio Alto Aterno, il Tirino - Piana di Navelli, il Canale Corfinio e il Consorzio valle Subequana. Oggi l’Aterno Sagittario si estende per una superficie di oltre 115mila ettari e annovera più di 20 mila aziende. Dopo uno stallo nella gestione amministrativa durato per diversi mesi, lo scorso aprile si sono tenute le votazioni che hanno visto l'affermarsi di Ernesto Zuffada attuale presidente del Consorzio. L'ente al momento ha un debito per circa 900mila euro e da tempo attende l'attivazione di alcune centrali idroelettriche, tra cui quella di Corfinio. Quest'ultima potrebbe contribuire a ridurre il debito.
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