In arrivo settemila cartelle delle Entrate

11 Aprile 2018

Sono notifiche relative al 2009-2010 e prima del sisma per 87 milioni. Biondi: a Roma hanno pianificato la morte dell’Aquila

L’AQUILA. I nostri avi dicevano: “sul cotto l’acqua bollita”. Non sono sufficienti i quasi 100 milioni di euro di tasse da restituire, da parte delle imprese del cratere del sisma 2009, che basterebbero da sole a mettere in ginocchio l’economia aquilana.
Ora è in arrivo un’altra stangata, da parte dell’Agenzia delle entrate, che sta inviando agli aquilani 7000 cartelle ex Equitalia, per un totale di 87 milioni di euro. Un’altra mazzata complessiva, per una città già in grande sofferenza.
Il sindaco, Pierluigi Biondi, parla di un disegno pianificato per far morire L’Aquila e il suo tessuto produttivo.
«L’Agenzia delle entrate-riscossione (ex Equitalia) ha inviato circa 7000 cartelle esattoriali riferite agli anni 2009 e 2010, a società, artigiani, professionisti, ma anche persone fisiche con cui si chiede il pagamento per intero, anziché con abbattimento del 60 per cento, come previsto dalla legge, di somme dovute all’erario, come Iva, Irpef e Ires. Parliamo di una somma che si aggira attorno agli 87 milioni», afferma il sindaco Biondi. «È del tutto evidente, a questo punto, che qualcuno a Roma ha pianificato un disegno per la morte dell’Aquila e del suo tessuto produttivo», sottolinea.
«Proprio mentre si sta lottando contro un’ingiustizia, come la richiesta di restituzione arrivata a 350 imprese, di tasse e contributi perché l’Ue li ritiene un aiuto di Stato», spiega il sindaco, «da Roma, guarda caso dopo le elezioni politiche, vengono inviate migliaia di cartelle a cittadini e imprese. Mi chiedo quale sia la ragione di un simile accanimento, contro una popolazione che ha già sofferto, e continua a soffrire, gli effetti di un terremoto che qualche solerte burocrate intende amplificare».
«La situazione è da definire, al momento non è chiaro cosa chiede l’Agenzia delle entrate, bisogna fare un approfondimento, perché si tratta di un’altra partita, rispetto alle tasse da restituire da parte delle imprese. Sono ruoli sospesi dopo il terremoto del 2009, ma relativi a cartelle prima del sisma o dell’anno tra il 2009 e il 2010», sostiene Americo Di Benedetto, ex candidato sindaco e oggi consigliere comunale del Pd, ma soprattutto apprezzato commercialista.
«In quelle 7000 cartelle ci sono anche multe, imposte, contributi. La legge di Stabilità ha forfettizzato anche questi», spiega Di Benedetto, «ma una multa non si può forfettizzare. Le ipotesi sono diverse. Può anche darsi che le stanno notificando perché potrebbero essere rottamate. Qualsiasi sia il contenuto, però, hanno sbagliato i tempi: colpire una città già martoriata, vuol dire creare tensione e una barriera tra cittadini e democrazia. Non c’è dialogo».
«Siamo di fronte a un accanimento terapeutico. Approfondiremo e accerteremo subito la questione», afferma Celso Cioni, direttore di Confcommercio, «perché potrebbe avere a che fare con la possibilità di rottamazione, di cui ha parlato la stampa nazionale. Se così non fosse, cominceremo a preparare le barricate, come negli anni Settanta, perché già siamo sfiancati per quasi dieci anni di terremoto e dalle migliaia di difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e superare, dimostrando capacità eccezionali di resilienza, ma dover di nuovo vedercela con la “burofollia di Stato” nel giro di pochi giorni, diventerebbe davvero troppo». La città si mobilita intanto per la manifestazione di lunedì in città contro la restituzione delle tasse.
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