In auto con 93 kg di tabacco Imprenditore nei guai

8 Settembre 2019

I carabinieri lo hanno fermato a un posto di blocco lungo la via Tiburtina Contestato il contrabbando. Convalidato il sequestro. Il legale: tutto in regola

AVEZZANO. I carabinieri l’hanno fermato a un posto di blocco mentre, alla guida dell’auto, parlava al telefonino. Se la sarebbe cavata con una multa e con qualche punto in meno sulla patente, ma l’eccessivo nervosismo lo ha tradito e ha insospettito i carabinieri. Così gli uomini dell’Arma hanno provveduto ad eseguire una perquisizione nell’auto e sono saltati fuori scatoloni e sacchi contenenti foglie di tabacco. Quasi un quintale di merce che secondo l’accusa veniva trasportata senza alcuna autorizzazione e violando una serie di normative a tutela dei Monopoli di Stato. Per tale motivo è finito nei guai un noto imprenditore di Avezzano, Emidio Baldini, 61 anni. L’uomo viaggiava su una Mercedes intestata a una società di Celano ed è stato fermato lo scorso 24 agosto dai carabinieri di Collarmele, impegnati in un posto di blocco lungo la Tiburtina. Un controllo casuale, dunque, che ha portato a scoprire la presenza dell’ingente quantitativo di tabacco. I militari, su disposizione della Procura di Avezzano, hanno sequestrato 93 chili di foglie di tabacco, la cui provenienza resta ignota. All’imprenditore vengono contestati svariati reati che vanno dal contrabbando sulla produzione, preparazione e vendita di tabacchi al trasporto e alla detenzione. Rischia fino a due anni di carcere. Baldini, però, assistito dall’avvocato Carmelo Occhiuto si difende. L’imprenditore sostiene di avere una regolare licenza per la vendita di tabacchi. Il suo legale, inoltre, specifica che il sequestro ha riguardato «tabacco grezzo, ovvero non trinciato e quindi non pronto per essere consumato, si tratta di tabacco non soggetto ad accise da parte dei Monopoli». Il sequestro dei 93 chili di merce, però, è stato convalidato. L’inchiesta viene coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato. I carabinieri della Compagnia di Avezzano, e in particolare quelli del nucleo operativo e radiomobile diretto dal tenente Bruno Tarantini, stanno indagando per capire la provenienza del tabacco – si sospetta un’importazione dai Balcani – e soprattutto per stabilire se ci si trova di fronte a un fenomeno di contrabbando che potrebbe essere più esteso. Nel 2016 sempre il pm Cerrato aveva condotto un’indagine che aveva portato al sequestro di una fabbrica clandestina per il confezionamento di sigarette e 4 persone erano state denunciate dai finanzieri del Nucleo mobile della compagnia di Avezzano per violazione delle norme sul monopolio dei tabacchi ed evasione fiscale. In un edificio disabitato a disposizione dei 4, a Caruscino, trasformato in una fabbrica di sigarette, erano state sequestrate 6 tonnellate di tabacco, migliaia di sigarette già confezionate e 19 apparecchi per il trinciamento del tabacco e la confezione delle sigarette.
Sempre ad Avezzano, dove secondo la Procura «è incalzante e persistente il fenomeno di illegalità sui tabacchi», venne bloccata la commercializzazione di sigarette attraverso un sito internet procedendo al sequestro di un ingente quantitativo. In quella circostanza, trattandosi di vendita effettuata accedendo a siti Internet, prezioso si rivelò l’intervento dei finanzieri che, oscurandone la visibilità, riuscirono ad interromperne la commercializzazione.
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