In bici contro il dolore cronico

16 Settembre 2018

All’appello della Fondazione Isal hanno risposto in 250, la carovana accolta ovunque con applausi

SULMONA. Lungo le strade più belle del centro Abruzzo per lanciare un messaggio di solidarietà e sostenere la lotta contro il dolore cronico. In 250 sono saliti sulla bicicletta per rispondere all’appello della Fondazione Isal, da sempre in campo per alleviare le sofferenze provocare dal dolore in tutte le sue manifestazioni.
Non una corsa con un vincitore ma una festa alla quale hanno preso parte i 250 ciclisti arrivati da ogni luogo d’Italia, ma soprattutto le popolazioni dei paesi attraversati che hanno accolto con applausi e incitamenti i partecipanti alla kermesse. Alle 9.20 è stata data la partenza dal presidente della fondazione Amici Isal, Gianvincenzo D’Andrea e dal presidente dell’associazione di emigranti canadesi Aldo Di Cristoforo con una nuvola di magliette bianche a lanciare il loro messaggio di solidarietà. Alla guida della carovana il presidente della federazione ciclistica aquilana Fernando Ranalli e il collega della federazione regionale Mauro Marrone che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa che attraverso il ciclismo porta un messaggio di alto valore sociale.
Lasciata Sulmona le biciclette hanno imboccato la strada che porta a Cansano iniziando una lunga ascesa fino al Bosco di Sant’Antonio, attraversando uno scenario stupendo della natura tra alberi secolari.
Prima sosta nella piazza di Pescocostanzo dove il Comune, agli alpini e i pensionati del paese hanno accolto i partecipanti con un ricco ristoro a base di prodotti tipici. Di nuovo in bicicletta fino a Campo di Giove e nuova stupenda accoglienza per la carovana di ciclisti. Poi in picchiata verso Sulmona per l’ambito traguardo fissato all’hotel Meeting dello chef Domenico Santacroce che ha cucinato la pasta per tutti.
«È sicuramente un grande risultato l’aver visto un numero di partecipanti notevolmente superiore rispetto a quello della prima edizione», ha sottolineato il presidente Gianvincenzo D’Andrea. «Questo significa che il messaggio lanciato con la prima edizione è stato recepito ed ha avuto un risultato importante. Tantissime persone oggi sono molto più interessate alla terapia del dolore e quindi sono impegnate con noi ad aiutare chi soffre di dolore cronico nelle diverse manifestazioni. La Fondazione Isal vuole dare un aiuto concreto a chi ha questa patologia. E lo fa attraverso diverse attività che vanno dalla ricerca scientifica alla formazione dei medici, ma anche e soprattutto alla divulgazione della terapia del dolore».
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