In bici sul Tratturo Magno per riscoprire le tradizioni

Firmato il protocollo a Palazzo Camponeschi tra dipartimento di Ingegneria e Csen Graziosi: ci saranno anche servizi e ristorazione lungo l’autostrada degli ovini
L’AQUILA. Una pista ciclopedonale sul tracciato del Tratturo Magno, che collega L'Aquila a Foggia. La posa della prima pietra è avvenuta con la firma, a Palazzo Camponeschi, del contratto che autorizza il Dipartimento di ingegneria civile dell'Università dell'Aquila ad avviare le ricerche preliminari volte a stabilire la fattibilità del progetto. Senza sminuire i connotati storico-culturali del Tratturo. Presenti, il professor Pierluigi De Barardini, docente del dipartimento di Ingegneria, e Fulgo Graziosi, delegato del Centro sportivo educativo nazionale (Csen). L'iniziativa, che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio regionale, è sponsorizzata dalla Fondazione Carispaq, dalla Corti Edilfer e dal Csen.
IN BICI SUL TRATTURO. «Venuta meno la tradizione che vedeva decine di migliaia di ovini migrare dall'Abruzzo verso la Puglia», spiega Graziosi, «il Csen ha visto nell'antico percorso, ormai in disuso, del Tratturo Magno, conosciuto anche come Regio Tratturo, un'occasione per rilanciare la pratica dello sport. L'idea è frutto della constatazione di quanto sia complicato realizzare una pista analoga sul litorale adriatico». Da una prima ricognizione, il Csen aveva optato per un percorso che costituisse la naturale prosecuzione di quello che collega i principali centri dell'Abruzzo costiero, «ma le continue interferenze stradali e della rete ferroviaria, hanno fatto sì che valutassimo l'idea di utilizzare un percorso già esistente», afferma Graziosi, «il Tratturo Magno».
AUTOSTRADA DEGLI OVINI. Lo studio di fattibilità, che verrà sottoposto alla Regione, pone al centro il tratturo «che rappresenta una vera e propria autostrada degli ovini», spiega Graziosi. Lungo 244 chilometro, largo in media 1 metro e 10 centimetri, si snoda dall'Abruzzo alla Puglia. «Offre la possibilità di ospitare diverse attività, senza che le stesse possano interferire tra loro», incalza Graziosi, «ciclovie, piste pedonali, ippovie, piste per ciclocross».
VALORIZZAZIONE TRATTURI. L'idea della pista ciclopedonale di 244 km, non ha solo risvolti sportivi e ricreativi. Per i promotori del progetto c'è anche «la riscoperta del territorio e dei tesori culturali che lo caratterizzano. Lungo il Tratturo», fa notare Graziosi, «si possono ammirare le emergenze archeologiche romane e preromane, l’incastellamento medievale dei vari centri abitati che si sfiorano, i fantasiosi progetti idraulici». Il progetto anche prevede servizi igienici, di ricovero e ristorazione, con il riuso delle vecchie stazioni realizzate dai pastori.
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