In cattedrale il mesto addio a Luigi

22 Dicembre 2016

In tanti ai funerali dell’impiegato coinvolto nell’inchiesta sull’assenteismo in Comune. Don Villani: era un uomo mite

SULMONA. «Una città divisa, indifferente, disperata». Così don Domenico Villani ha descritto Sulmona durante i funerali di Luigi Paolini, il dipendente comunale accusato di assenteismo che, martedì scorso, si è tolto la vita nel garage di casa.

Non è l’occasione per «cercare colpevoli», ha ribadito il parroco che, invece, ha parlato di «un giorno di dolore per i familiari, per gli amici ma anche per tutta la comunità cittadina che sta vivendo in questi giorni sentimenti di tristezza e di angoscia».

Alla cerimonia, che si è tenuta nella cattedrale di San Panfilo, c’erano la moglie Maddalena Pisacane, i figli e tanti colleghi che hanno voluto accompagnare il 60enne nel suo ultimo viaggio terreno. Per tutta la durata della funzione in chiesa, nonostante le parole di don Domenico, la tensione era palpabile. La città è sotto choc, ancora non è pronta a metabolizzare quello che è accaduto. Il parroco, facendo riferimento al passo del Vangelo sulle Beatitudini, ha parlato di «sete di giustizia», che secondo il sacerdote era quella che cercava disperatamente il dipendente comunale accusato di assenteismo insieme a oltre una ventina di dipendenti del Comune. A tutti la Corte dei Conti ha chiesto il risarcimento del danno erariale.

«Luigi era una persona mite», ha affermato nella sua omelia il sacerdote, «un uomo che aveva fame e sete di giustizia».

«Era un uomo buono, mite, silenzioso, discreto», così lo hanno ricordato amici e colleghi, «tutte qualità che in cielo gli saranno riconosciute».

Al dipendente venivano contestate delle timbrature del cartellino fatte per conto della responsabile dell’ufficio. Un danno erariale di appena 55 euro a cui la Corte dei Conti aveva aggiunto la richiesta di altri 15mila euro per il danno d’immagine arrecato all’ente. Una sanzione di gran lunga più consistente del danno erariale che gli era stato contestato. E forse proprio a tutto ciò Luigi Paolini non ha retto.

A trovare il corpo ormai privo di vita nel garage della sua abitazione era stato due giorni fa il figlio.

La polizia non avrebbe trovato alcun messaggio. Nulla, neppure qualche parola di addio per i suoi familiari. Sulla drammatica vicenda rimane grande amarezza. Aperta una seconda inchiesta dal procuratore della Repubblica di Sulmona Giuseppe Bellelli, che si aggiunge a quella per assenteismo. Lo scopo è anche fare chiarezza sulla fuga di notizie e sugli episodi di tensione nei confronti di alcuni giornalisti locali.

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