In cenere casetta dello scultore rugbista

1 Dicembre 2020

Le fiamme (forse per un cortocircuito) hanno distrutto il laboratorio di Valter Di Carlo, ex terza linea neroverde

L’AQUILA. Un cortocircuito o una scintilla uscita da una piccola stufa potrebbero essere la causa dell'incendio che ieri mattina ha completamente distrutto una casetta in legno in via Antonio Quinzi, lo studio dove lo scultore Valter Di Carlo teneva gli attrezzi e si ritirava per ideare le sue opere.
La piccola rimessa di legno, che la famiglia usava anche in questo periodo di emergenza come rifugio di sicurezza, è ora ridotta a un cumulo di cenere. A nulla è valso l'intervento di due squadre dei vigili del fuoco, che hanno cercato di domare le fiamme rimaste comunque a una certa distanza dai palazzi. Purtroppo non c'è stato niente da fare, la casetta e tutto quello che c’era dentro non c’è più. Inutilizzabili gli arnesi che Di Carlo usava per dare vita alla sua passione e allo scultore non è rimasto altro da fare che raccontare la sua disavventura ai carabinieri arrivati sul posto.
Valter Di Carlo è notissimo in città come artista ma anche come sportivo. Nel ruolo di terza linea ha partecipato alla storica finale scudetto di Padova del 1994, quando L’Aquila rugby sconfisse l’armata Milan, portando a casa il quinto e fino ad oggi ultimo scudetto nel massimo campionato. Di Carlo ha iniziato a scolpire la pietra qualche anno fa, producendo molte delle opere che sono state poi posizionate in città. Tanti i messaggi di solidarietà ricevuti ieri. Di affetto e stima quello che la moglie Mara Marinangeli ha postato sui social. «Le fiamme si sono alzate. Del piccolo laboratorio di scultura di Valter non resta che un cumulo di cenere... Ma paradossalmente oggi è un giorno di festa perché questo evento poteva avere un risvolto diverso e drammatico. Invece saprai rialzarti di nuovo come solo tu riesci a fare... Gli attrezzi si ricompreranno e così come sei stato bravo a ripartire dalla polvere delle macerie ripartirai dalla cenere di questa casina che amavi tanto. Un doveroso grazie ai vigili del fuoco e ai carabinieri... ragazzi fantastici e unici». (r.p.)
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