In due a processo con l’accusa di stupro

24 Luglio 2020

Gli imputati avrebbero abusato di una ragazza di 16 anni in un vicolo dietro a un bar. Ricercato un terzo giovane

AVEZZANO. Sono stati rinviati a giudizio dopo due anni e mezzo di istruttoria con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una minorenne.
Due giovani di nazionalità marocchina, Ammar Cherkaoui e Moutayakkine Abdlhakimdi, di 26 e 22 anni, sono accusati di aver portato la ragazza in un angolo, dietro a un bar, per poi abusare di lei. La prima udienza del processo, così come disposto dal gup del tribunale di Avezzano Maria Proia, si terrà il 25 marzo prossimo. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, i marocchini avrebbero convinto la ragazzina con un inganno a seguirli sul retro di un bar, in un vicolo buio, per poi abusare di lei mentre un complice faceva da palo. Sono accusati anche di minacce nei confronti della ragazza perché le avevano intimato di non raccontare a nessuno dello stupro, cosa che invece lei ha fatto.
I fatti risalgono alla fine del 2017 quando la ragazza di Avezzano aveva 16 anni. Nonostante le intimidazioni e le minacce di morte, la giovane ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai suoi genitori e ciò ha permesso agli investigatori di individuare i suoi presunti violentatori, ora rinviati a giudizio.
Secondo il sostituto procuratore Lara Seccacini sono tre le persone coinvolte nella vicenda. Oltre ai due stranieri, con regolare permesso di soggiorno, ci sarebbe di mezzo anche un terzo uomo, non è chiaro se straniero. I presunti autori dello stupro avrebbero avvicinato la ragazza in un’area intorno alla stazione e al terminal dei bus.
Due dei tre indagati ora sotto processo erano stati rintracciati dopo le indagini della polizia e accusati di violenza sessuale e violenza privata. Il terzo giovane, non essendo stato ancora identificato dagli investigatori, è attualmente ricercato.
I due marocchini, difesi dagli avvocati Luca Motta, Pasquale Motta e Francesco Olivieri, hanno sostenuto di conoscere la ragazza, ma di non aver mai abusato di lei.
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