In fiamme una Smart: «So chi è stato»

30 Gennaio 2020

L’auto era sotto una palazzina Ater di via XXV Aprile, davanti al garage del proprietario che grida: «Una vigliaccata»

SULMONA. Torna l’incubo del piromane in città. Un’auto è andata a fuoco la notte tra martedì e ieri, nello stesso quartiere martoriato in questi anni da altri attentati incendiari, quello tra via XXV Aprile, via dei Cappuccini e via Avezzano.
L’auto, una Smart diesel, era stata parcheggiata davanti al garage, proprio sotto l’abitazione del proprietario, il quale è convinto che si sia trattato di una intimidazione e quindi di un atto doloso. Lo ha detto ai carabinieri e ai vigili del fuoco subito accorsi nella palazzina Ater di via XXV Aprile dopo l’allarme dato da alcuni residenti. «So chi è stato. Ci sono di mezzo alcune questioni personali e per me è un chiaro segnale intimidatorio. Qui servono le telecamere, non si può andare avanti in questo modo, ne va dell’incolumità dei cittadini», sostiene il danneggiato. «Nei giorni scorsi ho ricevuto minacce e sono convinto che questo vile gesto sia legato a un contenzioso che ho in corso con una persona che conoscono benissimo anche i carabinieri».
L’incendio, come detto, si è sviluppato sotto casa della vittima, tanto che le fiamme hanno danneggiato la facciata del palazzo, un balcone e la tenda parasole di un appartamento al primo piano, con un pezzo d’intonaco che si è staccato dalla parete dell’edificio annerito dal fumo per diversi metri di altezza. È rimasta danneggiata dalle fiamme anche una Fiat Punto parcheggiata proprio vicino alla Smart. I vigili del fuoco hanno provveduto in poco tempo a spegnere l’incendio mentre i carabinieri hanno avviato i necessari accertamenti per risalire all’identità del piromane. Anche ascoltando la testimonianza del proprietario, che sarà sentito in maniera più dettagliata nelle prossime ore sulle precise accuse fatte in presenza di numerosi testimoni.
Sono oltre 60 le auto andate a fuoco negli ultimi tre anni a Sulmona, più di una decina solo nel 2019. Quasi tutte nel triangolo tra via XXV Aprile, via Avezzano e via dei Cappuccini. In alcuni casi si è trattato di ritorsioni vere e proprie, ma in molte circostanze sono rimaste coinvolte negli incendi auto di persone senza nemici particolari. Insomma, un fenomeno che ha spinto il sindaco Annamaria Casini a potenziare il sistema di videosorveglianza in più punti della città, soprattutto in quelli in cui, più di frequente avvengono atti di microcriminalità o vandalismi come il centro storico e altri luoghi sensibili. Tante altre zone sono sprovviste di videosorveglianza e i cittadini hanno più volte chiesto al Comune di allargare la rete di telecamere a ogni incrocio e quartiere.
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