In foto con il dito medio alzato: le tre dipendenti al contrattacco

15 Aprile 2024

Presentata una denuncia in Procura volta a dare un nome ai colleghi autori dell’esposto anonimo Quel selfie era stato bollato come lesivo dell’immagine dell’ente che ha, però, archiviato il caso

SULMONA. Arriva in Procura il caso del dito medio alzato da alcune dipendenti comunali negli uffici dell’ente. L’altro giorno, le tre dipendenti che erano finite nell’occhio del ciclone per una foto che le ritraeva in ufficio con il dito medio alzato, si sono recate all'ultimo piano del palazzo di giustizia per presentare una denuncia contro i colleghi che avevano inviato un esposto firmato “i dipendenti comunali”.
Si tratta di una contromossa da parte delle tre che erano state accusate di aver leso l'immagine del Comune per aver pubblicato, su Facebook, il selfie con il dito medio negli uffici comunali. Il caso è stato archiviato lo scorso 4 marzo dal dirigente del settore, senza necessità di un procedimento o provvedimento disciplinare. La controffensiva delle dipendenti è volta, quindi, a risalire agli autori della segnalazione che era arrivata sul tavolo del Comune, innescando la polemica. L’esposto, hanno ricordato le tre nella querela presentata in Procura, «era arrivato in busta chiusa, senza timbro né francobollo».
Al magistrato il compito di dare un volto e un nome ai dipendenti comunali che avevano sottoscritto la lettera, aprendo il caso che ha fatto molto discutere. La vicenda risale al 31 dicembre scorso. Nel mirino di chi ha inviato quella lettera anonima erano finite in particolare una dirigente e due funzionarie che, secondo la missiva, avevano «leso l’immagine dell’ente per una fotografia scattata all’interno degli uffici e postata su Whatsapp», oltre, a quanto sembra (ma non se ne ha più traccia), anche in qualche profilo Facebook.
La foto in questione ritraeva le tre dipendenti comunali negli uffici, con una di loro che mostrava il dito medio alla fotocamera del telefonino.
Un atteggiamento che, secondo gli autori della lettera che si erano firmati genericamente come dipendenti comunali, senza sottoscriverla personalmente, andava punito perché in contrasto con il codice comportamentale dell’ente.
Non è stato dello stesso avviso il dirigente delle dipendenti sotto accusa, che ha ritenuto insussistenti e infondati gli elementi contenuti nell'esposto-segnalazione. Le tre, hanno spiegato prima al Comune e poi alla Procura che ora sta indagando sul caso, si trovavano negli uffici di domenica e per giunta nella giornata di San Silvestro per varare provvedimenti urgenti.
«Non è stato il nostro operato a gettare fango e ombre sull’immagine del Comune di Sulmona, ma la lettera anonima che ha strumentalizzato la vicenda», sostengono le tre dipendenti nella querela.
Alla Procura sono state fornite indicazioni precise per risalire agli autori dell’esposto che aveva fatto esplodere il caso. Per cui il campo sembra restringersi. Dal tribunale hanno avviato le indagini del caso e, nei prossimi giorni, saranno ascoltate tutte le persone informate dei fatti.
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