In Italia legge in vigore dal 5 giugno 2016 A Spoltore il debutto delle nozze in Abruzzo

22 Gennaio 2017

Le unioni civili in Italia sono legge dal 5 giugno dell’anno scorso, quando l’Italia è diventato il 27esimo Paese europeo che ha riconosciuto legalmente le coppie omosessuali e ha regolamentato le...

Le unioni civili in Italia sono legge dal 5 giugno dell’anno scorso, quando l’Italia è diventato il 27esimo Paese europeo che ha riconosciuto legalmente le coppie omosessuali e ha regolamentato le convivenze al di fuori del matrimonio. L’11 maggio 2016 il Disegno di legge Cirinnà, dal nome della senatrice Pd Monica Cirinnà (nella foto) che lo ha proposto, intitolato “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, dopo mesi di discussioni e polemiche, ha ottenuto il sì definitivo alla Camera. La nuova legge ha introdotto l’unione civile tra omosessuali quale «specifica formazione sociale» e ha disciplinato la convivenza di fatto sia gay che etero. La legge (articolo 1, comma 35) usa l’espressione «convivenza di fatto» e ne delinea il perimetro parlando di «due persone maggiorenni» (etero o omosessuali) «unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile». Rispetto al testo originario del Ddl Cirinnà, però, nella legge entrata in vigore sono state apportate numerose modifiche e non sono mancate le accuse di anticostituzionalità. Ad esempio, è stato stralciato l’articolo 5 sulla “stepchild adoption”, l’adozione del figlio del partner da sempre oggetto di critica dei centristi cattolici e dell’area cattodem del Partito democratico, e sono stati eliminati numerosi riferimenti al matrimonio, come l’obbligo di fedeltà. La prima unione civile in Abruzzo c’è stata nell’agosto dello scorso anno a Spoltore, quando l’ex deputato di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, ha unito in matrimonio Margherita Montefalcone e Elena Cornacchia, una di origine milanese e l’altra del Pescarese.