«In mezzo ai cantieri fino al 2030»

8 Gennaio 2019

I residenti: siamo penalizzati ad abitare in centro storico, staremo per altri 10 anni tra polveri, macerie e camion

L’AQUILA. «Di questo passo ne avremo per altri dieci anni».
Va molto a rilento, anzi, è praticamente ferma, la ricostruzione degli edifici sul lato destro di via Sallustio, salendo da piazza Fontesecco. Una ricostruzione fatta a macchia di leopardo, che sta danneggiando e danneggerà ancora per molto tempo i residenti che sono rientrati negli edifici già completati.
I palazzi dall’incrocio tra via Buccio di Ranallo (via Sassa) e via Sallustio, sul lato destro a salire, dovranno essere demoliti fino a quello che ospitava prima del terremoto le religiose delle Ferrari. Poi, sempre sullo stesso lato, c’è Palazzo Gaglioffi, che ospitava il Conservatorio con annessa scuola media, dove anche lì è tutto fermo. Il palazzo antico, in muratura, è vincolato, dunque seguirà una procedura diversa dagli altri, che sono in cemento armato e di recente costruzione (anni 1960-’70). «Nulla si muove e questo significa che staremo ancora anni in mezzo ai cantieri, alle polveri, alle macerie delle demolizioni, ai rumori, ai camion, ruspe e betoniere», dicono alcuni residenti del civico 81, sul lato sinistro di via Sallustio. «Il nostro palazzo è stato demolito e presto inizieranno i lavori di ricostruzione. Questo vuol dire che entro un paio d’anni al massimo ci ridaranno le nostre case. Ma in quale contesto? Intorno saremo circondati dai cantieri e da altre demolizioni. Via Sallustio è la strada più larga del centro città, dentro le mura, e avrebbero potuto prevedere i lavori in contemporanea. Invece, di altri edifici non si sa nulla, tutto è fermo a quella notte del 6 aprile 2009. E siamo nel cuore della città».
«A noi sembra ci stiano trattando e ci tratteranno», concludono i residenti, «da cittadini di serie B, perché per chi gestisce la ricostruzione e il Comune sembra esistano soltanto corso Federico II e corso Vittorio Emanuele. Ci avevano promesso che avrebbero corretto il tiro rispetto alla ricostruzione a macchia di leopardo. Invece si va avanti come sempre».(v.p.)
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