In mille per salvare l’ambulatorio
Manca il medico e chiude un servizio di diabetologia. Petizione inviata alla Asl
AVEZZANO. Mille e una firma sono state raccolte per dire “no” alla chiusura dell’ambulatorio del piede diabetico.
Ieri mattina, il presidente dell’associazione Diabete e vita, Giuseppe Morzilli, ha inviato una lettera al direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, e al direttore sanitario, Maria Teresa Colizza, chiedendo di essere ricevuto il prima possibile.
La chiusura dell’ambulatorio, che già da ieri mattina ha cessato la sua attività, preoccupa molto i pazienti. Sono più di 500, infatti, i diabetici che ogni anno vengono seguiti dallo staff della struttura, unica in tutta la provincia dell’Aquila per le cure degli arti inferiori messi a dura prova dal diabete.
«Abbiamo ricevuto già moltissime lamentele da parte dei pazienti», ha sottolineato il presidente Morzilli, «sono tutti preoccupati per la chiusura dell’ambulatorio dove sono seguite decine e decine di persone. Speriamo che questa situazione venga risolta il prima possibile perché ci sono dei diabetici in cura che non sanno dove andare».
L’ambulatorio è stato chiuso perché il medico vincitore del concorso, dopo la maternità, ha chiesto l’allattamento. Ma dal momento che la struttura non è asettica non potrà tornare in servizio. Nei mesi passati la Asl ha inviato un sostituto da Sulmona. Quest’ultimo, però, è stato costretto a tornare in Valle Peligna perché il contratto è scaduto. Così ieri mattina i pazienti che sono arrivati davanti alla struttura al terzo piano dell’ospedale di Avezzano hanno trovato la porta sbarrata.
«Ho chiesto di essere ricevuto quanto prima dal manager Tordera e dalla direttrice Colizza», ha concluso Morzilli, «abbiamo inviato le mille e una firma e già altra gente è venuta a firmare la petizione perché le sorti di questo ambulatorio stanno a cuore a molto. Abbiamo consigliato a qualcuno di andare nell’ambulatorio di diabetologia di via Monte Velino almeno fino a quando il problema non verrà risolto». Eleonora Berardinetti
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