In ospedale apre i battenti il nuovo repartino per i detenuti, era atteso dal 2007

1 Ottobre 2020

Era atteso da oltre dieci anni e da ieri il repartino per detenuti dell’ospedale di Sulmona è finalmente realtà. A comunicarlo con grande soddisfazione, il segretario della Uil penitenziari Mauro...

Era atteso da oltre dieci anni e da ieri il repartino per detenuti dell’ospedale di Sulmona è finalmente realtà. A comunicarlo con grande soddisfazione, il segretario della Uil penitenziari Mauro Nardella. Con l’attivazione del nuovo reparto oltre a risolvere l’annoso problema, vengono evitati anche i pericolosi e costosi trasferimenti all’Aquila dei detenuti che necessitano di cure ospedaliere. «Era il lontano 2007 quando in rappresentanza del sindacato denunciai lo stato di elevato degrado nel quale versava il vecchio repartino riservato al ricovero dei detenuti. Per la sua ubicazione, essendo posto nei sotterranei di una struttura dichiarata successivamente a rischio sismico, osai definirlo una vera trappola per topi», ricorda Nardella. «Sulla scorta del mio grido d’allarme, “ la trappola per topi” fu temporaneamente chiusa. Tutto ciò per consentire di effettuare urgenti lavori di ristrutturazione in attesa di un progetto per un nuovo e più confortevole repartino». Tempi remoti, quando direttore generale dell’Asl era Fulvio Catalano. «Fu con lui, l’allora segretario generale della Uil Dino Fasciani e l’ex direttore del carcere di Sulmona Giacinto Siciliano che vennero gettate le basi per la realizzazione di una nuova struttura più sicura», prosegue il sindacalista. «Si sono succeduti altri tre direttori generali – Giancarlo Silveri, Rinaldo Tordera e Roberto Testa – prima di arrivare a rendere operativo quello che oggi è uno dei migliori repartini penitenziari d’Italia. Ora è stato predisposto anche un apposito regolamento, che darà la possibilità a pazienti in stato di detenzione di vivere in modo dignitoso eventuali degenze in ospedale». Nardella conclude ringraziando il direttore del penitenziario sulmonese, Sergio Romice e il direttore sanitario dell’ospedale dell’Annunziata, Luigi Di Biase per il risultato ottenuto. (c.l.)