In Parlamento sei giorni Verrecchia: non per soldi

2 Gennaio 2018

L’esponente di centrodestra al centro di polemiche per i diecimila euro mensili «La politica è passione, non è un favore di Piccone. Ingresso previsto per legge»

AVEZZANO. In Parlamento sei giorni, ma fino alle elezioni di marzo percepirà circa 10mila euro al mese. Massimo Verrecchia, 45 anni, avvocato con un lungo pedigree politico, già capo segreteria della senatrice Federica Chiavaroli e attuale consigliere comunale ad Avezzano, è diventato deputato al posto di Filippo Piccone. Verrecchia è al centro di una polemica a livello nazionale.
Avvocato Verrecchia, si ritrova in Parlamento dopo le dimissioni di Piccone. Un favore? C’erano già accordi? E perché non dimettersi prima?
«Nessun favore. Sono subentrato a seguito delle dimissioni, per motivi personali, sulle quali la Camera si è dovuta esprimere con un voto e che spesso per prassi vengono respinte, ma così non è stato e siccome ero in lista come primo dei non eletti, perché candidato e non scelto a caso, sono subentrato. Voglio ricordare che per lo zero virgola non era scattata la mia posizione sin dall’inizio. Non c’era alcun accordo e l’ultima domanda andrebbe rivolta a Piccone».
Le Camere sono state sciolte ma lei si ritroverà sul conto un lauto compenso. Motivo per cui non sono mancate le polemiche. Come lo giustifica?
«Innanzi tutto il mio ingresso, previsto per legge, non determinerà un solo centesimo in più di spesa per il Parlamento e per i cittadini. E poi faccio politica per passione. Guardi, la mia denuncia dei redditi è pubblica e se avessi voluto incrementare le mie entrate avrei accettato anche di fare l’assessore ad Avezzano. L’occasione è utile per ricordare che quando feci il vicesindaco nel 2002 la mia indennità era ridotta al 50%, così come quando la Regione mi nominò commissario liquidatore dell’Aret come prima delibera fu la diminuzione dei compensi al commissario, cioè a me stesso. Quindi a me questi tipi di discorsi non devono proprio farli. Il riscontro sul mio operato politico lo valuto dal rapporto con la mia gente e con il mio territorio e penso che non sia un caso che alle scorse elezioni di giugno nella mia città sono risultato tra i primi degli eletti. Non accetto lezioni da chi invece si è ritrovato parlamentare non avendo mai lavorato nella sua vita, incompetente e buono a nulla».
Ci si prepara al voto. Qual è il ruolo che reciterà nella prossima campagna elettorale?
«Senz’altro di supporto al centrodestra, area nella quale mi sono sempre speso sul territorio».
Si ricandiderà?
«Vedremo. Sono orgoglioso di essere stato proclamato parlamentare della Repubblica, chi fa politica sa cosa significa. È uno stimolo in più per andare avanti coltivando la passione».
Alternativa popolare starà con Lupi o con la Lorenzin?
«Ci incontreremo per prendere una decisione che sarà ufficiale in settimana». (r.rs.)
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