In pensione altro pediatra: in tilt l’assistenza ai bimbi

Pratola, sale la preoccupazione tra i genitori e il sindaco Di Nino scrive alla Asl Dal Pd accuse alla Regione: «Non ha fatto nulla per prevenire l’emergenza»
PRATOLA PELIGNA. La carenza di pediatri preoccupa l’intero territorio. Dopo gli allarmi lanciati nelle ultime settimane, nei giorni scorsi la preoccupazione non solo delle mamme e dei papà ma anche dei rappresentanti istituzionali si è concretizzata con il pensionamento del pediatra Giuseppe Biancolino, per anni in servizio a Pratola Peligna.
«Ho già scritto al manager della Asl Ferdinando Romano per chiedere soluzioni immediate», ha spiegato il primo cittadino di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, «mi hanno risposto che temporaneamente avevano nominato una pediatra che presta servizio due volte a settimana e si stanno adoperando per trovare una soluzione definitiva. La carenza di medici e di pediatri è nota a tutti, come sindaco ho sollecitato la Asl prima del pensionamento del pediatra Biancolino proprio per evitare problemi. Speriamo che venga nominato quanto prima un sostituto».
Anche il Partito democratico di Pratola Peligna è intervenuto in merito evidenziando il buco assistenziale che si è venuto a creare con il pensionamento dello storico pediatra e del collega Giuseppe Cercone, attivo tra Sulmona e Scanno.
«La Regione non ha fatto nulla finora per evitare l’emergenza e il disagio e, pur sapendo dei pensionamenti, non è intervenuta per tempo», hanno dichiarato Mattia Tedeschi e Lucia Margiotta, consiglieri comunali Pd. «La carenza di pediatri rischia di compromettere l’assistenza di base, ledendo il principio della medicina territoriale e dell’organizzazione efficiente della sanità, mancando di fatto la prima figura di riferimento del servizio sanitario nazionale».
La segretaria di circolo del Partito democratico, Laila Coccovilli, ha chiesto all’amministrazione di Pratola Peligna di fare di più. «Non bastano semplici lettere», ha affermato, «ma serve un’incessante pressione politica sui propri referenti regionali, soprattutto se con questi amministratori regionali, in primis Marco Marsilio, l’amministrazione Di Nino ha sempre affermato di avere ottimi rapporti e canali preferenziali. Ma i risultati fini qui ottenuti raccontano altre cose».
Sulla vicenda è intervenuta anche il consigliere regionale, Marianna Scoccia, che è anche sindaco di Prezza, per la quale c’è «una mancanza di programmazione che ancora una volta crea profondo disagio alle famiglie del centro Abruzzo che, nonostante sia in vigore l’obbligo per i bambini fino all’età di 6 anni di iscrizione ad un pediatra di libera scelta, si vedono private della prima figura di raccordo tra i piccoli pazienti e il sistema sanitario nazionale».
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