In piazza a pranzo con i lavoratori

31 Maggio 2019

Pizza e mortadella, ma anche applausi e premi agli operai: sono 3.800 distribuiti su 543 cantieri per 400 imprese

L’AQUILA. Arrivano con il cappellino rosso in testa, prendono il sacchetto e una bottiglia di acqua offerti dal sindacato Fillea Cgil, e si siedono a mangiare. Loro sono gli operai che stanno ricostruendo L'Aquila, sono le persone che, per dirla con Emanuele Verrocchi, segretario locale di Fillea Cgil, «tutti dovremmo ringraziare per il lavoro e l'impegno con cui stanno ricostruendo la città».
C’È CHI APPLAUDE. C'è chi annuisce, qualcuno applaude, dalla chiesa delle Anime Sante esce un gruppone di tecnici arrivati da Roma con i caschetti blu. «Un lavoro straordinario», commenta qualcuno, che non sa che gli artefici sono seduti a poche metri di distanza.
PIZZA E MORTADELLA. Nel sacchetto c'è un panino, pizza e mortadella, la bottiglia è rigorosamente di acqua. Ci sono i saluti dei vertici del sindacato «Fillea è qui con voi», è il messaggio, «c'eravamo ai tempi del terremoto e ci siamo oggi».
È il momento delle premiazioni, «è un gesto simbolico», ricorda Verrocchi, «non se la prendano gli altri, sono nomi che vogliono rappresentare un simbolo». Il primo a ricevere la targa è un pensionato, Camillo Di Marco, che ricorda i primi tempi della sua carriera, quando non si andava tanto per il sottile e la sicurezza era molto più precaria rispetto a oggi. «Si correva sempre. Non dimenticherò mai l'immagine di un mio compagno morto in cantiere, ce l'ho ancora negli occhi. La sicurezza, è essenziale, non mollate mai su questo…». Il secondo premiato, Uzaire Redzep, si occupa di manutenzione al San Salvatore. Il terzo premiato è un ragazzo di colore. Prima del sisma era a Ovindoli, poi ha lavorato a Onna e a Collemaggio. «Al compagno Njiribeako Pius», si legge nella targa, «esempio di integrazione». «Uno che non si ferma mai», commenta qualcuno dal tavolo.
SUBITO LA LEGGE. Ripristinare subito, con una legge regionale, il Durc per congruità per combattere il lavoro nero. È la proposta che arriva dalla Fillea Cgil, che ieri ha organizzato all’Aquila il convegno per fare un bilancio del settore edilizio nell’anno del decennale e lanciare una campagna in favore di alcune modifiche normative, finalizzate a aumentare la qualità e la regolarità del lavoro nei cantieri. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Emanuele Verrocchi, Silvio Amicucci e Alessandro Genovesi, rispettivamente segretario provinciale, regionale e nazionale della Fillea. L’incontro, tenutosi nel pomeriggio nella sede della Cgil, è stato preceduto dal pranzo in piazza Duomo.
3.800 OPERAI. Secondo l’Osservatorio dei flussi di manodopera, sono circa 3.800, in tutto il Cratere, L'Aquila compresa, i lavoratori impegnati nella ricostruzione, distribuiti su non meno di 543 cantieri e su un totale di quasi 400 imprese (dati aggiornati al 2018). La maggior parte di essi, sempre in base ai dati forniti dall'Osservatorio, è precaria, assunta con basse mansioni e bassi livelli di retribuzione, di poco superiori ai mille euro netti al mese. I 3.800 operai censiti sono quelli conteggiati dalle Casse Edili, ma è probabile che quelli effettivi siano molti di più.
ZONA “GRIGIA”. C'è, in altri termini, una vasta zona “grigia”, dove è prassi il lavoro sommerso. Anche per questo, la Fillea sta insistendo molto affinché venga reintrodotto, con una legge regionale, il vecchio Durc per congruità, che permetteva di andare a verificare, cantiere per cantiere, il cosiddetto indice di congruità per manodopera, ossia il numero di operai che si suppone debba essere presente in un cantiere in base all’importo lavori. Nel 2017, il Durc per congruità è stato sostituito dal Durc online (Dol), che però non prevede la verifica cantiere per cantiere, ma solo un controllo generico della regolarità dell’impresa.
IL DURC PERVERSO. Introdotto per velocizzare le procedure, il Durc online ha generato, invece, effetti perversi, tra cui, appunto, l’aumento del lavoro nero.
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