In piazza per la pace: Putin fermi la guerra e no all’invio di armi

25 Marzo 2022

Secondo sit-in ai Quattro Cantoni, anche i disegni degli alunni E in città un’altra famiglia di profughi prelevata in Romania

L’AQUILA. Tornano in piazza le bandiere per la pace in un sit-in ai Quattro Cantoni per dire no alla guerra. Promosso dal coordinamento “L’Aquila per la pace”, che racchiude un nutrito numero di movimenti e associazioni cittadine, il sit-in è stato organizzato per chiedere la fine delle ostilità tra Russia e Ucraina. Oltre alla ferma condanna dell’aggressione della Russia, però, i Comitati chiedono anche di sospendere l’invio di armi all’Ucraina. «Sosteniamo ancora una volta il diritto di ogni popolo alla pace e alla piena autonomia», c’era scritto sui manifesti esposti dai comitati, «ma la guerra non è in alcun modo, come recita la nostra Costituzione, un mezzo idoneo alla risoluzione delle controversie internazionali. Inoltre», hanno continuato i manifestanti, «convinti che l’invio di armi non aiuti la pace». Ieri sera ai Quattro Cantoni c’è stata anche una “estemporanea” con i disegni inneggianti alla Pace realizzati dai bambini del circolo Rodari dell’Aquila. Tra i manifesti affissi dai partecipanti al sit-in anche alcune vecchie prime pagine dei giornali dei tempi della guerra fredda, quando personaggi italiani di grande rilievo come Aldo Moro riuscirono a portare allo stesso tavolo i presidenti sovietici e americani Leonid Breznev e Gerald Ford. Se si vuole, dicono i Comitati, «il dialogo è sempre possibile».
Intanto, continuano le iniziative di solidarietà. Si è conclusa con l’arrivo all’Aquila della famiglia di profughi ucraini prelevati a Sauceva in Romania (madre, quattro bambini, un cane e due gatti), la missione umanitaria dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra in favore della popolazione civile ucraina. La missione ha avuto avvio il 16 marzo ed è consistita nel portare un primo carico di due tonnellate di aiuti (medicinali, cibo in scatola, coperte e altro) a Chernivtsi, in Ucraina, vicino al confine romeno di Siret, nel documentare le testimonianze dei profughi che stanno fuggendo dalla guerra e dalla distruzione e, infine, nel portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione dei vigili del fuoco dell’Aquila, una famiglia di Vinnycja. «L’aiuto che stiamo fornendo» afferma Michele Vigne, presidente nazionale dell’associazione, «vuole essere un segno concreto di solidarietà». (r.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.