In Polonia installazioni artistiche per L’Aquila

4 Settembre 2016

L’AQUILA. Tre installazioni dedicate all’Aquila e alle difficoltà del post-terremoto sono state realizzate e presentate dal regista Francesco Paolucci al festival internazionale di Grassomania che si...

L’AQUILA. Tre installazioni dedicate all’Aquila e alle difficoltà del post-terremoto sono state realizzate e presentate dal regista Francesco Paolucci al festival internazionale di Grassomania che si è appena concluso a Danzica, in Polonia.

Le tre installazioni si inseriscono in un percorso dal titolo “Three Changing Rooms – le tre stanze che cambiano”. Un itinerario artistico volto a rappresentare tre umori distinti: dal “Nameless place - Posto senza nome”, in cui lo spettatore è proiettato in un luogo abbandonato, una vecchia fabbrica dove gli operai realizzano mattoni. Architettura pesante e decadente, con la natura che cresce per prendere i suoi spazi e un vento che muove una vecchia macchina. “Rebuilding L’Aquila” è un videoclip che racconta con suoni e immagini la ricostruzione del capoluogo dopo il terremoto del 2009.

«La storia di una città sospesa», spiega il regista, «con le sue vite sospese. Con un intero universo da ricostruire». In “Everything can happen – tutto può accadere” lo spettatore conclude il suo percorso che lo riconduce alla vita quotidiana. L’installazione è realizzata in modo da favorire gli incontri. Il punto di riferimento è un cerchio rosso in filati di lana, nylon e poliestere a cura dell’artista italiano Massimo Desiato. Un cerchio rosso all’interno del quale il tempo è congelato, dalla bellezza dell’arte; un luogo in cui anche le azioni quotidiane diventano una performance. Giornalista professionista, autore di reportage di inchiesta, Paolucci ha già firmato un film: “La mano nel cappello”, un lavoro divertente e originale sulle tematiche della disabilità, girato insieme alla Comunità 24 luglio. (fab.i.)

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