In Procura un dossier sul crossodromo

Realizzato nell’area della mega discarica di San Marcello. Gli investigatori sospettano illeciti commessi dagli uffici comunali
CELANO. I riflettori della Procura, come emerge nelle 21 pagine del dossier presentato dai carabinieri del Noe di Pescara, si sono accesi su un crossodromo realizzato in località San Marcello a Celano. Stessa zona della mega discarica al centro dell’inchiesta.
Secondo le accusa, tutte da verificare, «l’impianto sportivo in questione, realizzato all’interno dell’area investigativa, non rispetta la normativa vigente, in quanto fu concesso dal Comune a un’associazione, con delibera di giunta comunale numero 63 del 12 marzo 2007, su parere favorevole del competente ufficio tecnico comunale».
L’impianto sportivo «più volte modificato nel tempo», sempre stando a quanto evidenziato nella documentazione, «è stato realizzato sulla base della concessione temporanea del 14 maggio 2007 stipulata tra l’associazione e Valter Specchio in qualità di dirigente del settore tecnico. Tale atto, in assenza della concessione edilizia, è stato rinnovato di volta in volta (nell’ultima richiesta dell’associazione si parla anche di ampliamento per la realizzazione di un paddock, ossia un recinto per i camper delle scuderie) sia da Specchio che dal suo successore l’ingegnere Federico D’Aulerio. Quest’ultimo, con determina 356 del 30 luglio 2012, copriva con denaro pubblico, l’onere di acquisto di serbatoi necessaria all’attività della pista di motocross. Per tali impianti sportivi è previsto un complesso iter amministrativo che deve tener conto di situazione urbanistica e situazione edilizia».
Sia Specchio che D’Aulerio sono indagati perché ritenuti responsabili di presunti illeciti per consentire la realizzazione e la gestione del crossodromo. Per i due, inoltre, sempre nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica, si ipotizzano reati che vanno dal disastro ambientale, all’omessa bonifica della discarica, fino alla realizzazione e alla gestione illecita di una discarica di rifiuti urbani pericolosi e non pericolosi e di rifiuti speciali non pericolosi.
Per il caso-discarica è indagato anche Giovanni Cervellini, ex direttore dello zuccherificio Sadam, accusato di concorso nella realizzazione e gestione illecita di una discarica di rifiuti speciali non pericolosi.
Stando all’accusa, una montagna di veleni è stata sparsa e interrata per decenni su un’area di 427.786 metri quadrati (circa 43 ettari). Le indagini del Noe sono state coordinate dal maggiore Antonio Spoletini.
Nei giorni scorsi, il sindaco di Celano, che si è detto pronto a collaborare con gli investigatori, ha sottolineato che la vicenda «merita la massima chiarezza per tutelare la salute dei cittadini e salvaguardare l’ambiente e l’immagine di un intero territorio a vocazione agricola».
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