In provincia 27mila armi: controlli per rinnovo licenze

L’AQUILA. Stanno per scadere i termini imposti dal decreto legge del 29 settembre 2013 nel quale è stato disposto che entro il 4 maggio 2015 «chi detiene armi deve presentare un certificato medico di...
L’AQUILA. Stanno per scadere i termini imposti dal decreto legge del 29 settembre 2013 nel quale è stato disposto che entro il 4 maggio 2015 «chi detiene armi deve presentare un certificato medico di idoneità psico-fisica alla detenzione, rilasciata dall’Asl, o da un ufficiale medico appartenente alle Forze Armate o di Polizia».
«Sono esentati dall’obbligo di presentazione», si legge in una nota del portavoce della questura Nicola Zupo, «coloro che nei sei anni antecedenti all’entrata in vigore del decreto, abbiano già consegnato il certificato al momento della richiesta di una licenza di porto d’armi o un nulla-osta per acquisto armi».
«Coloro i quali», si legge ancora nel comunicato, «alla data di scadenza indicata non avranno presentato il certificato medico (che va presentato agli stessi uffici di polizia o carabinieri ove è stata presentata la denuncia di detenzione delle armi) riceveranno una diffida a presentare il certificato entro 30 giorni, passati i quali, l’autorità di pubblica sicurezza dovrà avviare un procedimento finalizzato all’emissione del divieto di detenere armi».
L’attività in questione non è certamente di poco conto visto il gran numero nelle persone che nella provincia aquilana detiene armi. Si tratta, infatti, di un «esercito» di ben 27 mila persone cui è stata concessa questa possibilità. E, in un momento storico come quello attuale, le autorità sono indotte a monitorare con grande attenzione le persone alle quali il permesso viene rinnovato o concesso per la prima volta. Del resto l’esigenza di potersi difendere da ipotetiche aggressioni, al giorno d’oggi, viene invocata da più parti ma, allo stesso modo, occorre essere consapevoli che l’uso di un’arma può creare problemi ben maggiori rispetto a quelli che si pensa di poter risolvere. In Italia, comunque, le leggi sulla concessione del possesso di armi sono più rigorose che altrove.
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