«In quella stanza c’è stato un acceso litigio»

27 Aprile 2018

Spunta la testimonianza di un vicino: due giorni prima del ritrovamento ha sentito urla e tonfi

CARSOLI. Ha sentito urla, tonfi sordi, una discussione animata avvenuta un paio di giorni fa. Forse martedì sera. Poi, in quell’abitazione e in quel vicolo, è regnato il silenzio. È la testimonianza chiave di un vicino di casa di Violeta Blindescu raccolta dai carabinieri di Carsoli. Una testimonianza che, se trovasse conferme, potrebbe aiutare gli investigatori a risolvere il mistero, confermando l’ipotesi dei maltrattamenti.
«In quella casa c’è stato un litigio, sarà stato martedì, al massimo lunedì», ha raccontato l’uomo, «da allora solo silenzio. Erano giorni che quella donna non si vedeva in giro per Carsoli».
L’unica testimonianza raccolta. Per il resto gli inquirenti si sono trovati di fronte a un muro di omertà e a tanti «non la conoscevo». Nelle vicinanze dell’abitazione, nel primo pomeriggio di ieri, si è radunata anche una piccola folla di curiosi. Tra i quali alcuni connazionali della vittima, ma anche loro hanno sottolineato di non conoscere Violeta Blindescu.
«Qui vicino abita una mia amica», sottolinea una donna di Carsoli, «non sapevo neppure che ci fosse una romena. Siamo gente discreta, noi».
Il compagno della 46enne, invece, era conosciuto soprattutto in alcuni bar di Carsoli. Li frequentava abitualmente, in particolare per intrattenersi alle slot machine. Così come avvenuto anche ieri mattina e come accertato dai carabinieri. I militari stanno appunto ricostruendo gli spostamenti del compagno per avere un quadro ancora più dettagliato sulla vicenda. (r.rs.)
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