«In strada a difesa delle vittime» Sì alla manifestazione nazionale

14 Ottobre 2022

Dopo il sit-in al parco della Memoria la mobilitazione continua: si lavora a un raduno più ampio L’avvocatessa Giannangeli: «Pericoloso che lo Stato incolpi i cittadini». Raffica di reazioni indignate

L’AQUILA. Se non ora, quando? La sentenza choc del tribunale civile, che incolpa – in quota parte, al 30% – le vittime del sisma per «essersi intrattenute all’interno dell’edificio di via Campo di Fossa la notte del 6 aprile, nonostante le scosse già verificatesi» sta suscitando un’ondata di indignazione che cresce ogni ora di più. Un’assemblea cittadina e una nuova mobilitazione più ampia sono i prossimi appuntamenti.
il ricordo di antonietta
«Antonietta, siamo qui anche per te». Così hanno scandito, mercoledì sera, i partecipanti alla manifestazione organizzata a caldo al parco della Memoria. Il pensiero è andato ad Antonietta Centofanti, storica portavoce del comitato familiari delle vittime della Casa dello studente, scomparsa il 29 aprile 2021.
«sentenza pericolosa»
«Dalla notte del 6 aprile», scrive l’avvocata Simona Giannangeli, «ho vissuto e ascoltato di tutto. Nel corso del processo della Casa dello Studente, dove rappresentavo Antonietta e Daniela Centofanti, zie di Davide Centofanti, ucciso a 19 anni mentre credeva di disegnarsi un futuro, insieme ad altre sette studentesse e studenti, spesso ho avvertito la sensazione che qualcuno potesse ritenere che, se erano morti, erano stati un po’ responsabili anche loro. Era una sensazione fugace e pesante al tempo stesso. Oggi un Tribunale Civile di uno Stato di diritto stabilisce che si può concorrere, in questo caso nella misura del 30%, alla propria morte in caso di sisma. In quali altri casi potremmo concorrere, in qualità di abitanti di un qualsiasi territorio, alla nostra morte in questo paese? In un paese dove si muore per terremoti, alluvioni, valanghe, crolli di ponti, treni sulle case, veleni sottoterra, fabbriche mortali... Questa sentenza è inquietante e foriera di conseguenze nefaste su procedimenti analoghi pendenti e su futuri procedimenti. Credo che occorra una mobilitazione nazionale all’Aquila, chiedendo a tutte e tutti di accorrere qui, perché qui si sta scrivendo la pagina più pericolosa, quella di uno Stato che attribuisce una quota parte di colpa a chi, in questo caso, non ha lasciato la propria abitazione in una notte di scosse e dopo le ripetute rassicurazioni della Grandi Rischi. E domani, a seguito di un altro evento con vittime, quanto concorso di colpa avranno queste? Le istituzioni comunali, provinciali e regionali tacciono e questo è un silenzio pesante ed eloquente». Pierluigi Iannarelli (Sinistra italiana), critica il centrodestra: «Avremmo voluto vedere al sit-in anche il sindaco e qualche esponente di maggioranza, ma pioveva...». Giulio Petrilli (comitato risarcimento da ingiusta detenzione), parla di «distorsioni giuridiche». «Spero che i familiari dei defunti del sisma possano avere un giusto risarcimento in appello. Io non lo avrò mai, ma non smetterò mai di denunciare e combattere le ingiustizie». Prende di mira la giudice il segretario comunale della Lega Giorgio Fioravanti, familiare di due vittime. «La sinistra locale coi soliti comitati schierati raccoglie l’occasione per rispolverare antichi strali contro il governo del 2009, qualcuno anche contro quello che deve insediarsi, puntando il dito contro lo “Stato” e non verso le categorie intoccabili di cui non si sono voluti mai mettere in discussione i privilegi». Il Pd – i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Sandro Mariani; i consiglieri comunali Stefania Pezzopane, Stefano Albano, Eva Fascetti, Stefano Palumbo; i consiglieri provinciali Valter Chiappini, Antonella La Gatta; i parlamentari Luciano D’Alfonso e Michele Fina; i segretari Emanuela Di Giovambattista e Francesco Piacente – chiedono che Comune, Provincia e Regione «si assumano le spese legali del ricorso dei parenti delle vittime contro la vergognosa sentenza».
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