In tanti per il rito de “Ju calenne”

4 Maggio 2023

Stessa tradizione anche nella frazione aquilana di Colle di Sassa

TORNIMPARTE. Domenica sera in tanti hanno partecipato al rito de Ju calenne, quest’anno alla sua 50ª edizione dalla riscoperta della tradizione, che ha origini longobarde. Il rito ha preso il via intorno alle 21.30 quando una cinquantina di uomini hanno indossato gli indumenti da maggiaioli per andare nel bosco e prendere Ju calenne. In pochi minuti l’albero scelto, il più alto e il più robusto, è stato buttato giù, pulito e trainato su strada. Una volta al suolo, infatti, secondo la tradizione, l’albero è stato privato di tutti i rami: gli è stato lasciato solo un piccolo pennacchio sulla cima. Gli uomini con il tronco a spalla sono poi arrivati alla piazza principale di Villagrande di Tornimparte, intitolata a Saturnino Gatti e lo hanno piantano a fianco al campanile della chiesa di San Panfilo. Lì è stato acceso un grande braciere per riscaldare la notte e cuocere la ventresca “ajju zippu” e un piatto di pasta per i maggiaioli. «È un lavoro di grande fatica», racconta Vincenzo Gianforte, tra i primi a riscoprire la tradizione e oggi promotore del rito. «Sta diventando sempre più difficile trovare giovani che siano interessati a questa manifestazione. La nostra speranza è che il rito de Ju calenne possa continuare a tramandarsi come è successo finora». Il rito, di origini longobarde, si svolge da centinaia di anni la notte precedente il primo maggio. Lo stesso rito domenica sera si è ripetuto nella frazione aquilana di Colle di Sassa dove, dopo aver piantato Ju calenne in piazza, c’è stata una cena a cui ha partecipato l’intero paese. (m.c.)