In tanti per l’addio all’imprenditore Pelino

3 Gennaio 2017

Il ricordo dei cugini: aveva l’entusiamo di un ragazzo, era un generoso con grandi doti umane

SULMONA. Un lungo corteo che dall’abitazione di viale Patini ha accompagnato il feretro, a piedi e in silenzio, fino alla chiesa di Santa Maria della Tomba. In centinaia ieri hanno voluto dare l’ultimo saluto ad Antonio Pelino, il noto imprenditore sulmonese, tra i titolari dell’omonima fabbrica di confetti, stringendosi intorno ai figli, e alle sorelle, la senatrice Paola e Lucilla e al resto dei familiari. La morte improvvisa di Pelino fervente promotore di cultura e di sport, imprenditore e docente universitario, ha suscitato grande commozione in città. Il 65enne è stato colto da infarto nella tarda mattina di Capodanno, mentre stava facendo la sua solita passeggiata in montagna in compagnia del cognato. Nella sua omelia il parroco don Ramon Peralta, che ha concelebrato con padre Emilio Cucchiella alla presenza del vescovo Angelo Spina, ha ricordato che «nessuna nostra parola può consolare il dolore della famiglia ma soltanto in Cristo crocifisso si potrà trovare la forza per andare avanti». A ricordare la figura di Antonio Pelino, l’avvocato Luigi Manzi e il professor Mario Pelino, cugini del defunto, «un sulmonese profondamente legato alla sua città e alle iniziative volte a valorizzare le sue potenzialità e risorse. Una personalità generosa e di grandi doti umane e intellettuali».

«Aveva l’entusiasmo di un ragazzo e ci ha lasciati inaspettatamente», ha ricordato Mario Pelino raccontando tutti gli aneddoti legati al rapporto con il cugino, con il quale è cresciuto insieme. «Quando morirono mio padre e zio Olindo e ci ritrovammo all’improvviso a guidare l’azienda non fu facile, ma siamo andati avanti con forza e determinazione, sempre insieme». Tra i presenti anche il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, e il deputato Fabrizio Di Stefano.

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