Incarico rinnovato Cantone censura l’Azienda sanitaria
L’Anticorruzione: «La legge vieta il nuovo affidamento» Tordera (Asl): «Abbiamo già avviato una verifica»
L’AQUILA. Il presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, bacchetta la Asl e chiede che venga invalidato il rinnovo quinquennale di un contratto per la direzione dell’Ufficio legale dell’Azienda sanitaria.
Un intervento che segue una segnalazione e che è stato inviato al manager Asl Rinaldo Tordera, anche se il rinnovo è antecedente al suo recente insediamento, alla responsabile per la prevenzione della corruzione alla Asl, Maria Clara Fiorenza e al titolare dell’ufficio, l’avvocato Dino Piccari professionista giovane e qualificato.
«Con varie segnalazioni acquisite al protocollo generale», scrive Cantone, «l’Autorità ha ricevuto una denuncia relativa ad alcune irregolarità nella nomina dell’avvocato Piccari quale responsabile dell’Ufficio legale e dell’Amministrazione controllo e monitoraggio delle strutture private accreditate». L’incarico risulta essere affidato in base a una norma del 1992 che consente al direttore generale di conferire incarichi per funzioni di particolare rilevanza e di interesse strategico mediante contratti a tempo determinato e con rapporto di lavoro esclusivo. «Con delibera del 2012», dice al riguardo Cantone, « l’incarico è stato rinnovato per altri cinque anni in contrasto con le norme, il cosiddetto decreto spending review, che impone la sospensione del conferimento e il divieto di rinnovo degli incarichi affidati ai sensi dell’articolo 15 del decreto legge 502/1992, fino ad avvenuta realizzazione del processo di riduzione dei posti letto. Con delibera del 14 novembre 2012 del direttore generale è stato attivato l’ufficio legale individuando Piccari come responsabile. Ciò si pone in contrasto con l’eccezionalità degli incarichi conferiti dalla legge 502/1992, che impedisce la loro assimilazione a qualunque incarico a tempo determinato e definisce l’impossibilità di attribuire funzioni ulteriori rispetto a quelle originarie per le quali si era reso necessario il ricorso a tale istituto».
Il consiglio dell’Autorità anticorruzione, tempo addietro, ha deliberato di comunicare al manager questa nota chiedendo delucidazioni.
Nulla esclude, comunque, a prescindere dalla presa di posizione di Cantone, che la delibera Asl sia corretta.
«In merito ai rilievi mossi alla nomina del responsabile dell'ufficio legale dell’azienda, Dino Piccari», afferma la Asl in un comunicato, «abbiamo già provveduto a dare riscontro alla nota dell’Anticorruzione, fornendo le indicazioni e le informazioni richieste».
«Pertanto, alla luce di quanto evidenziato dall’Autorità e al termine di una valutazione globale di tutti gli elementi disponibili», prosegue la nota, «verranno adottate le successive decisioni di merito».
Fermo restando che nell’Asl aquilana non sono certo emersi fatti gravi, resta comunque alta l’attenzione di Cantone, a livello nazionale, sulle spese nella sanità e la lotta agli scandali.
«L’efficienza dei servizi sanitari e, più generale, delle attività della pubblica amministrazione» ha commentato di recente il magistrato in un’audizione in Senato, «deve essere garantita da una cultura di prevenzione della corruzione diffusa e condivisa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

