Incassa rimborsi spese irregolari, il sindaco Angelilli finisce nei guai

4 Maggio 2021

La procura della Corte dei Conti gli contesta introiti per 20mila euro non correttamente giustificati Alcune richieste risultano doppie, al Comune e al Parco della Maiella: al vaglio anche risvolti penali

PACENTRO . Avrebbe presentato richieste di rimborso senza indicare le località raggiunte né gli orari di partenza e arrivo. E ancora note spese per depositare la corona d’alloro nel giorno della Liberazione, per incontrare il titolare di una fabbrica di confetti o per consegnare inviti per assistere al concerto della banda della Guardia di Finanza. Sono alcune delle contestazioni mosse proprio dalle fiamme gialle dell’Aquila nei confronti del sindaco di Pacentro Guido Angelilli al termine delle indagini partite alcuni mesi fa sui rimborsi spesa del primo cittadino.
Secondo la Finanza, grazie anche alla «scarsa attenzione» del segretario generale del Comune, Angelilli avrebbe percepito rimborsi non dovuti per circa 20mila euro. L’inchiesta portata avanti dal Gruppo tutela del nucleo finanza pubblica dell'Aquila, coordinato dal maggiore Aurelio Soldano, già comandante della compagnia di Sulmona, ha rilevato un danno erariale che la procura della Corte dei Conti dell’Aquila ha provveduto già a notificare sia al sindaco che al segretario generale Enrica Garofalo, invitandoli alle deduzioni. Secondo gli uomini del comandante Soldano, la dirigente avrebbe gravi responsabilità nella vicenda in quanto avrebbe avallato la liquidazione dei rimborsi, nonostante ci fosse carenza di documentazione. Buona parte delle richieste di rimborso del sindaco non riportavano il numero di protocollo, erano senza la sua firma e nel caso di partecipazioni al consiglio direttivo dell’Ente Parco Majella, sarebbero state addirittura doppie. Il sindaco, sempre secondo le accuse, avrebbe percepito i rimborsi sia dal Comune che dal Parco della Majella. Questo insieme all’altro fatto accertato dai finanzieri in cui Angelilli risulta aver partecipato e firmato una delibera di giunta mentre in quello stesso momento si trovava ad Arezzo alla 36ª assemblea dell’Ance, uno “sdoppiamento” che il sindaco avrebbe giustificato solo dopo l'intervento dei finanzieri. Tant’è che il corposo fascicolo è ora al vaglio del procuratore Giuseppe Bellelli, il quale dovrà accertare se le contestazioni della Guardia di finanza possono far ravvisare oltre al danno erariale, anche responsabilità penali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA