«Incendi, un centro di alta formazione»

Dopo il disastro del Morrone il comitato Valle Futura rispolvera un progetto del 2000 sulle emergenze
SULMONA. Una scuola di alta specializzazione per disaster manager (gestori delle emergenze) e un corso professionale per vigili del fuoco paracadutisti, in grado di intervenire nelle zone più impervie.
Questi i due pilasti su cui poggia il Polo strategico regionale della Protezione civile. La proposta, risalente al 2000, è stata rispolverata dagli ideatori, l’ingegnere Raffaello Carlone e l’architetto Claudio Mastrogiuseppe, sulle ceneri degli incendi del Morrone. Proprio loro due, ieri, sono tornati a illustrare l'idea progetto, per ribadirne la paternità e riaffermare la centralità del Centro Abruzzo. Con loro anche Roberto Santilli, del comitato Valle Futura, che dal 2006 si batte per la realizzazione di un Polo logistico di Protezione civile nella ex base militare di Monte San Cosimo.
«Se verrà accolta la richiesta di stato di emergenza», afferma Carlone, «siamo a una spesa pari solo al 10% di quello che dovrebbe arrivare. Per questioni tecniche crediamo che questa sia la zona migliore, per la presenza dei parchi e lo snodo ferroviario. Inoltre, gli ultimi drammatici eventi rinnovano l'attualità dell'idea».
La stima dei costi si aggira sui 45 milioni di euro, con 4 milioni per la realizzazione della parte operativa e 2 milioni annui di costo di gestione del personale (valutato in qualche centinaio), della strumentazione, mezzi, magazzini, formazione, indumenti di sicurezza e arredo. La proposta, che ottenne il placet della Protezione civile nazionale, è stata consegnata ai ministri Del Rio e Pinotti, al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e all’assessore regionale Andrea Gerosolimo.
«Ora toccherà a loro fare il resto», dicono Carlone e Mastrogiuseppe, «riteniamo che da tecnici non sia giusto andare oltre». È riuscito maggiormente a coinvolgere le amministrazioni, invece, il progetto di Valle Futura, che ha già incassato il sì di 17 consigli comunali del territorio, della Provincia, della Comunità montana Peligna, più un ordine del giorno della Regione. «Speriamo che si arrivi a qualcosa di concreto», chiosa Santilli, «anche perché in Italia non c'è azione immediata nelle emergenze e ci si affida troppo ai volontari».(f.p.)
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