Incendi, un comitato a caccia dei responsabili

Oggi la presentazione dell’associazione spontanea Giustizia per il Morrone Avvocati, medici, ambientalisti insieme per accertare anche ritardi e omissioni
L’AQUILA. L’incendio del Morrone non finisce con lo spegnersi delle fiamme. Ne sono convinti i cittadini, arrabbiati, che hanno dato vita al comitato spontaneo Giustizia per il Morrone. Si tratta di cittadini e professionisti come avvocati, medici, e ambientalisti, che intendono, ognuno per le proprie competenze, sensibilità ed esperienze, contribuire a riscontrare sia le responsabilità, che gli effetti di quanto accaduto durante il rogo, che ha devastato la montagna sacra a Celestino V. «Ritardi, omissioni, incongruenze, fughe in avanti, insomma un disastro nel disastro», afferma la portavoce del neonato comitato, l’avvocato ed ex consigliere della provincia dell’Aquila, Teresa Nannarone. «Rispetto a tutto questo, stiamo lavorando alla redazione di un esposto dettagliato da consegnare alla procura della repubblica di Sulmona. Mentre i medici stanno procedendo alla verifica, con mezzi e strumenti idonei, della presenza delle polveri disperse. All’iniziativa stanno aderendo numerosi soggetti di varia natura», prosegue la Nannarone, «consiglieri comunali, partiti politici, giornalisti e testate on-line, associazioni ambientaliste (Soa, H2O, Dalla Parte dell'Orso, Sulmona Bene in Comune, Mo Bast, Il Vaschione, il Germe, Sinistra Italiana, AltreMenti Valle Peligna, per citarne alcune). Oltre a un migliaio di cittadini che hanno chiesto di iscriversi al nostro gruppo chiuso su Fb “Giustizia per il Morrone”». Ulteriori aspetti e approfondimenti dell’iniziativa saranno resi noti questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, che si terrà alle 11,30 nei locali del Gran Caffè a Sulmona.
Intanto ieri pomeriggio il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, ha voluto sorvolare in elicottero le zone del Morrone distrutte dall’incendio. Con lui il procuratore della repubblica Giuseppe Bellelli, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Antonio Servedio, il sindaco Annamaria Casini e il comandante della stazione di Sulmona dei carabinieri della forestale. «Ho provato emozione a vedere dall’alto queste montagne, ho avuto la sensazione di un posto strepitoso, oltraggiato da una mano criminale», dice il prefetto in un incontro con i cittadini di Sulmona. La vigilanza non arretra e passato questo momento, con l’affievolirsi delle problematiche e l’arrivo dell’inverno e delle piogge, bisogna prepararsi alla prossima stagione estiva per fronteggiare eventuali nuovi attacchi.
«Per il momento manteniamo lo stesso quantitativo di forze presenti in questi giorni di emergenza e non riduciamo il contingente di forze impegnate in questo territorio», dice Linardi. «La montagna porta i segni di una ferita procurata dalla mano dell’uomo», afferma il procuratore Bellelli, «stiamo lavorando sul movente di quanto accaduto, altro non posso aggiungere, ma sono certo che il bosco rinascerà naturalmente, prevalendo sulla stupidità dell’uomo».
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