Incendio alla Villa panico tra la gente

Fiamme alte 10 metri per la rottura di un tubo del gas Erano in corso dei lavori alla rete metanifera in via Crispi
L’AQUILA. Sfiorata l’apocalisse ieri, verso le 10.30, in viale Crispi alla Villa comunale, in occasione dei lavori di sostituzione di un riduttore (da media a bassa pressione) della rete metanifera in centro. Nel corso dell’installazione della struttura, all’altezza della scalinata che conduce a piazzale Paoli, si sono registrati prima uno scoppio e poi una fiammata che, inevitabilmente, hanno colto di sorpresa, i 4/5 addetti della società di distribuzione gas del la 2i-Rete Gas. Il tutto tra la paura della gente nel drammatico scenario.
LE FIAMME. Le fiamme, precedute dal botto, si sono levate per circa dieci metri e hanno lambito gli stessi operatori i quali hanno fatto a tempo a scansarsi oltre ad arrivare alle cime degli alberi bruciando il fogliame. Il fuoco ha investito anche l’autocarro usato dai tecnici. Il mezzo (rimuoverlo era impossibile per la potenza delle fiamme) è stato investito nella parte anteriore, quella dove c’è il motore, per cui i danni sono notevolissimi. E ci si può considerare fortunati se non è stato incenerito dalle fiamme anche a fronte del fatto che poteva bruciare il serbatoio con esiti non molto rassicuranti.
I SOCCORSI. Inizialmente si era temuto che vi fossero dei feriti, ma questa ipotesi è stata smentita subito. La corsa contro il tempo, per prevenire possibili disastri, ha fatto affluire a sirene spiegate almeno una ventina di mezzi, tra quelli dei vigili del fuoco, polizia urbana, squadra volante, Stradale e addetti della società del gas. La priorità era quella di soffocare le fiamme per evitare quelle altissime vampate e questo è stato fatto con potenti getti d’acqua e liquido ritardante. Poi si è pensato a mettere in sicurezza il camion con altri getti d’acqua, visto che l’automezzo non poteva essere rimosso. Le strade sono state chiuse al traffico e sono stati spenti i rubinetti che alimentavano il fluire del gas metano. Nonostante questo i ritorni di fiamma sono proseguiti molto a lungo in maniera tambureggiante con continui gettiti di acqua da parte dei vigili del fuoco. Questo perché nella rete sottostante il gas metano residuo, impalpabile in quanto inodore, continuava a circolare. Per far defluire il metano e azzerare la pressione è stato deciso di perforare il manto stradale di via Crispi con una ruspa munita di un martello pneumatico in modo da aprire una conduttura sottostante che facesse da “sfiatoio”.
Nel corso delle ore la situazione è migliorata e verso le 17 di ieri i vigili del fuoco, arrivati sul posto con sei mezzi e almeno una quindicina di uomini, sono andati via. L’inevitabile chiusura di via XX Settembre ha mandato il traffico in tilt e con code anche in strade della città molto lontane quali viale Corrado IV e viale della Croce Rossa.
LE CAUSE. Le cause dell’incendio sono ancora tutte da valutare e i vigili del fuoco dovranno fare una perizia da consegnare alla magistratura. Secondo gli investigatori, che sentiranno gli stessi addetti della società del gas, al momento dare una risposta poggiata sui solide basi è impossibile: basta una piccolissima scintilla per innescare la reazione di combustione dopo la rottura di una tubatura in occasione delle operazioni di montaggio della struttura. Ma si resta sempre nel campo delle ipotesi. Il rischio, però, è stato grosso. Secondo gli esperti, qualora in quella zona il flusso del gas metano avesse avuto una pressione medio-alta, l’ipotesi di una forte esplosione con vittime a seri danni non sarebbe stata peregrina. E non a caso in tarda mattinata, nonostante tutto, i volti dei soccorritori erano assai sereni.
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