Incendio alle stalle, prime ipotesi Una strage di animali da cortile

A innescare il rogo nell’area agricola a ridosso del torrente Raiale potrebbe essere stata una sigaretta Una rimessa nella quale erano parcheggiati alcuni mezzi meccanici è stata polverizzata dalle fiamme
L’AQUILA. Il giorno dopo l’incendio che ha devastato le campagne tra Paganica e Bazzano si sta ancora cercando di fare una stima dei danni. Una rimessa dove erano parcheggiati alcuni mezzi agricoli è praticamente sparita, quasi volatilizzata, con i resti dei trattori che somigliano ad animali preistorici. Il fienile da cui l’altro giorno uscivano fiamme che sembravano provenienti da un braciere, ieri mattina era spento. I vigili del fuoco dell’Aquila hanno lavorato fin quasi a mezzanotte per aver ragione delle fiamme.
operazione complessa
È stato un lavoro lungo, con un braccio meccanico che apriva i covoni per raffreddarli con un potente getto d’acqua. Animali di grossa taglia uccisi dal fuoco non se ne vedono. Parlando con i vigili nelle brevi pause di un lavoro estenuante c’è la conferma che la maggior parte degli animali era stata spostata sui pascoli in quota, e anche le pecore negli stalli erano state spostate per tempo. Ma non è stato così per tutti gli animali sorpresi dal fuoco. Si scopre, infatti, che l’incendio di domenica scorsa ha provocato una strage di animali da cortile, galline, oche e altri piccoli animali di allevamento, uccisi dal fumo che aveva invaso tutta la zona. L’intervento dei proprietari, che sono riusciti a bagnare terreni e case, ha rallentato l’avanzata del fuoco verso le abitazioni. Ma quando le fiamme si sono alzate, portate dal vento, soltanto l’intervento delle quattro squadre di vigili del fuoco arrivate dall’Aquila, a cui si è aggiunta una squadra di rinforzo arrivata da Teramo, insieme a un gran numero di volontari e di personale di protezione civile comunale e regionale, ha impedito all’incendio di fare danni maggiori.
case sfiorate
Il fuoco ha infatti lambito molte abitazioni di legno posizionate in un dedalo di stradine, e uno dei grandi problemi quando si interviene in strade molto strette, come quelle delle campagne intorno a Paganica, è quello dei curiosi che arrivano per vedere l’incendio. Domenica scorsa le autobotti dei vigili del fuoco hanno avuto grossi problemi a muoversi, bloccate dalle macchine lasciate a bordo strada. Alcune erano dei proprietari dei terreni, ma altre erano di curiosi arrivati prima che polizia, carabinieri e polizia municipale, creassero un cordone intorno alle fiamme. L’incendio vicino alle case viene definito dai vigili del fuoco di “interfaccia”, e in quel caso la procedura prevede l’intervento immediato dell’elicottero dei vigili del fuoco, senza aspettare l’intervento di mezzi più grandi come l’Erickson rosso parcheggiato a Preturo, che viene attivato dal Coau, Centro operativo aereo unificato, che deve tener conto delle emergenze su tutto il territorio nazionale. Una procedura tanto efficiente, quella dei vigili del fuoco, che l’elicottero partito da Pescara è arrivato in contemporanea con le autobotti partite dall’Aquila. L’elicottero ha fatto un paio di giri, è atterrato per montare la sacca e ha iniziato a scaricare acqua preceduto dal suono di una sirena per avvertire le persone a terra.
la prevenzione
Cosa può fare il proprietario di un terreno per evitare che la sua coltivazione venga distrutta dalle fiamme? Una cosa utile sarebbe quella di tagliare l’erba, ricordando, però, che l’erba secca va assolutamente rimossa per evitare che si trasformi in una facile esca. Sulle cause dell’incendio i vigili del fuoco stanno conducendo indagini, verificando il punto da cui l’incendio sembra essere partito. In questo caso, sembra che le fiamme siano partite a bordo strada, la classica cicca di sigaretta gettata ancora accesa dal finestrino, che prendendo aria s’infiamma e innesca l’incendio.

