Incendio devasta il bosco e minaccia le abitazioni

6 Agosto 2015

Valle Roveto, distrutti 120 ettari di vegetazione. Aerei e volontari al lavoro per ore Azione di un piromane: dispetto contro cacciatori e raccoglitori di tartufi?

SAN VINCENZO VALLE ROVETO. Oltre 120 ettari di vegetazione bruciata, un intero bosco di lecci raso al suolo e il rischio che le fiamme coinvolgessero anche il centro abitato. Ci sono ancora dei focolari accesi sulla montagna di San Vincenzo Valle Roveto a causa del vasto incendio scoppiato martedì pomeriggio. Questa mattina si procederà con lo spegnimento definitivo del versante est e si inizierà la bonifica di tutta l’area. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire le cause dell’incendio. La pista più accreditata è quella del dolo. La Forestale ha già accertato che le fiamme sono partire da bordo strada, a pochi metri dall’asfalto. Oltre alle sterpaglie, le fiamme hanno bruciato una lecceta a San Giovanni di San Vincenzo, minacciando il centro abitato di San Vincenzo Vecchio (superiore). Nonostante siano entrati in azione subito due Canadair e un elicottero dei vigili del fuoco, oltre a numerosi volontari della Protezione civile, il rogo non si è fermato. Sicuramente non ha giocato a vantaggio la vegetazione secca, il vento e le alte temperature di queste ore. Minacciati anche numerosi oliveti privati. Sul posto hanno lavorando incessantemente, fino a ieri sera, la Protezione civile di Tagliacozzo, presieduta da Christian Rossi, e quella di Magliano, la Croce verde di Civitella e la Misericordia di Balsorano e San Vincenzo. Le operazioni di spegnimento sono state coordinate dal comandante della caserma della Forestale di Balsorano, l’ispettore Mauro D’Innocenzo, che ha lavorato a stretto contatto con il nucleo operativo speciale antincendio di Avezzano diretto da Angelo Di Lellio. Sul posto anche gli agenti di Lecce nei Marsi. I forestali di Civitella Roveto hanno presidiato l’area per due notti, tenendo sotto controllo i focolari. L’accaduto è stato segnalato anche alla compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo.

La zona in cui si presume sia stato appiccato l’incendio è un’area in cui si può cacciare ed è molto appetibile per chi raccoglie asparagi e tartufi. Ora, per legge, non potrà più essere frequentata per dieci anni. Anche per questo si teme si sia trattato di un dispetto, forse per qualche dissapore tra persone del posto.

Magda Tirabassi

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