Incendio distrugge tonnellate di plastica

Pericolo diossine, oggi le analisi dell’Arta. I Comuni di San Vincenzo e Balsorano: finestre chiuse, limitare gli spostamenti
SAN VINCENZO VALLE ROVETO. La colonna di fumo nero oscura il cielo della Valle Roveto ed è visibile a chilometri di distanza. L’aria è irrespirabile. Il vento non aiuta. Le autobotti dei vigili del fuoco fanno su e giù con lo scopo di limitare i danni. Che sono ingenti. Un incendio di vaste proporzioni e dagli effetti ancora incerti quello che ha interessato l’impianto Gea di San Vincenzo Valle Roveto, in località San Giovanni Nuovo. Un impianto gestito dalla Martinelli e C. sas. A bruciare, per ore, carta, plastica e alluminio. Tonnellate di materiale presenti nell’area di stoccaggio dello stabilimento rovetano.
CHE COSA TRATTA. La Gea è una piattaforma convenzionata con Conai e altri consorzi di filiera dove vengono selezionati, attraverso specifici trattamenti, i materiali provenienti dalla raccolta differenziata: plastica, carta, vetro e ingombranti. Un anello della catena della differenziata dove i rifiuti arrivano, vengono censiti e poi divisi tra quelli da macero e quelli destinati alle aziende che si occupano di riciclo delle materie prime.
ORDINANZE COMUNALI. Già nel tardo pomeriggio, il vicesindaco Marcello Blasetti ha emesso un’ordinanza chiedendo alla popolazione di San Vincenzo Valle Roveto «di disattivare gli impianti di aerazione forzata e di condizionamento, e di tenere chiusi gli infissi esterni, uscendo dalle proprie abitazioni solo per motivazioni urgenti». Ordinanza successivamente estesa alla vicina Balsorano.
COS’E’ ACCADUTO. Le fiamme si sono sviluppate in una zona del sito dove si trovano gli scarti dei rifiuti trattati che poi vengono presi e portati in un altro stabilimento nel Lazio. Da accertare le cause. Il caso ha voluto che in zona si trovassero i vigili del fuoco di Avezzano, intervenuti per un rogo divampato in un terreno di Roccavivi. Una coincidenza che si è rivelata provvidenziale. Altre squadre dei pompieri sono arrivate dall’Aquila, da Sora e da Frosinone. La zona dell’incendio è stata circoscritta immediatamente ma la lotta è stata resa difficoltosa dall’alta infiammabilità di gran parte del pattume.
PAESE MOBILITATO. In tanti, preoccupati per quanto stava accadendo, hanno cercato di dare una mano agli imprenditori Virgilio e Massimo Martinelli, quest’ultimo marito dell’ex sindaco di Balsorano, Francesca Siciliani, e ai loro dipendenti. Sul posto anche i volontari della locale Protezione civile e i carabinieri forestali di Balsorano. Gli operai della società Terna hanno isolato i tralicci dell’alta tensione che si trovano proprio vicino al luogo dell’incendio, mentre il Consorzio acquedottistico marsicano ha fornito delle cisterne cariche di acqua per spegnere il rogo.
ALLARME AMBIENTALE. Ci sono timori che nell’aria possano essersi sprigionate sostanze tossiche e inquinanti, come diossine e idrocarburi policiclici aromatici. Questa mattina i tecnici dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente) faranno dei rilievi e dei monitoraggi. «Ho sentito il primo cittadino di Balsorano, Antonella Buffone, e insieme abbiamo deciso di estendere l’ordinanza che vieta di aprire le finestre anche nelle prossime 24 ore. Dobbiamo attendere l’arrivo dell’Arta, che analizzerà la qualità dell’aria, prima di revocare il provvedimento».
AL VIA LE INDAGINI. I vigili del fuoco di Avezzano e dell’Aquila, al lavoro fino a notte fonda, hanno cercato di raccogliere indizi utili per capire cosa abbia potuto generare il rogo. Grazie all’utilizzo di due ruspe, sono stati spostati i cumuli di cenere per verificare che non ci fossero altri focolai.
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