Incendio nello storico hotel, 2 a giudizio

1 Dicembre 2017

Il pm contesta false attestazioni sulla sicurezza all’ex direttore del Centro turistico del Gran Sasso e a un perito

L’AQUILA. Presunte false attestazioni sull’adeguatezza nel piano antincendio dell’Hotel di Campo Imperatore, emerse dopo le fiamme che divamparono un anno fa, hanno portato al rinvio a giudizio, con citazione diretta, dell’ex direttore (fino al commissariamento) del Centro turistico del Gran Sasso d’Italia, Angelo De Angelis, e di un tecnico, Giancarlo Delli Ficorilli. Si tratta, in particolare, dell’incendio che si sviluppò nella notte all’interno di una cucina dell’albergo di Campo Imperatore, quello che ospitò Benito Mussolini fino al rapimento-liberazione da parte delle truppe tedesche.
I reati contestati a entrambi dal pm Simonetta Ciccarelli, sono il falso e la violazione di un decreto del 2006.
Le accuse, ancora tutte da dimostrare, fanno riferimento a un’attestazione «falsa» fatta ai vigili del fuoco, circa l’esistenza dei requisiti di conformità alla legge vigente in tema di sicurezza.
Per Delli Ficorilli, in particolare, il pm contesta, nella vestre di perito, l’asseverazione ai fini della sicurezza antincendio, attestando «falsamente» la conformità delle attività contemplate nella stessa “Scia” ai requisiti di prevenzione antincendio riguardo al progetto approvato nel 2013.
La stessa discussa attestazione sarebbe stata reiterata anche nelle successive asseverazioni prodotte dopo l’incendio che si verificò il 4 gennaio del 2016.
Secondo il pm (ma questo non è specificato o contestato nel capo di imputazione) se fossero stati rispettati i requisiti di prevenzione, quell’incendio accidentale avrebbe prodotto danni meno rilevanti.
La denuncia fu presentata dal gestore dell’albergo Paolo Pecilli, il quale è indicato come parte offesa.
Il processo è stato fissato per il 6 febbraio del prossimo anno. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Vittorio Isidori e Maurizio Dionisio.
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