Incendio sul Morrone, un nuovo focolaio minaccia Roccacasale

6 Settembre 2017

Da stamattina al lavoro due Canadair, i mezzi dell'Esercito e 50 uomini della Protezione civile. Timori per le case a ridosso dei resti di una slavina. Nasce il comitato "Giustizia per il Morrone"

ROCCACASALE. Ha ripreso a bruciare il Monte Morrone: questa mattina si è pericolosamente riacceso un focolaio in località Pozzacchio, in località Roccacasale obbligando il Dos (Dirigente operazioni spegnimento), a spostare uomini e mezzi sul nuovo fronte delle fiamme che si stanno propagando in una zona molto delicata.

A ridosso delle fiamme ci sono cumuli di materiale combustibile, (alberi sradicati, rami secchi e altro materiale legnoso), trascinati sul costone della montagna da una seconda slavina caduta negli anni scorsi. E subito dopo ci sono le prime case di Roccacasale. Sono al lavoro da questa mattina in località Pozzacchio un escavatore fornito dall'Esercito e uno di una ditta privata, al lavoro circa 50 uomini e due canadair in volo. Intanto con l'ausilio di mezzi dell'Esercito si sta lavorando alla realizzazione di una zona di deposito nelle vicinanze del poligono di tiro delle Marane. Su quest'area infatti verranno successivamente sistemati, per un breve periodo, i materiali di risulta della ripulitura della strada in località Mandorleta, nella stessa frazione delle Marane, allo scopo di un loro smaltimento. L'operazione è condotta dai volontari della Protezione Civile di Sulmona. Continua infine la mappatura delle zone interessate dagli incendi del monte Morrone.

Il sindaco Casini chiede aiuto a Gentiloni.  La dichiarazione dello stato di emergenza del territorio peligno, colpito dall'incendio del Morrone e la messa in sicurezza delle aree montane sono le richieste del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, che questa mattina ha incontrato il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, in occasione della inaugurazione di un scuola d'infanzia a Capitignano, paese colpito dal sisma. Il sindaco ha partecipato ad un incontro ristretto, su emergenze di protezione civile con altri sindaci, alla presenza del presidente della Regione, D'Alfonso, del commissario alla ricostruzione Vasco Errani. «Nel pochissimo tempo a disposizione ho illustrato al premier e al commissario Errani quanto accaduto con il grave incendio che ha colpito il nostro territorio, spiegando la impellente necessità di un intervento da parte del governo, chiedendo sostegno per l'indispensabile dichiarazione dello stato di emergenza necessario per gli interventi post incendio, per i danni subiti da tutto il territorio e per la messa in sicurezza delle aree» ha sottolineato il sindaco, chiedendo attenzione a queste proposte che hanno bisogno del necessario supporto finanziario dello Stato, per la rinascita di un intero patrimonio naturale, gravemente ferito dagli ultimi drammatici eventi.

Nasce il comitato "Giustizia per il Morrone".  Avvocati, medici, ambientalisti, cittadini di ogni categoria, combatteranno insieme con le loro capacità professionali e la loro sensibilità civica, per rendere giustizia al Morrone. Cittadini che si sono uniti in un comitato 'Giustizia per il Morronè e sono già impegnati per dare impulso e sostegno concreti alla ricerca della verità sui fatti recenti, già avviata dalla magistratura, per individuare autori e responsabili, ad ogni livello, dello scempio criminale avvenuto a danno della montagna, simbolo della Valle Peligna, non solo come patrimonio naturale ma anche come ricchezza inestimabile per la storia che in sé il Morrone racchiude. «Abbiamo costituito un comitato di avvocati, medici e ambientalisti che lavoreranno per individuare le responsabilità, i danni alle persone e al territorio in genere - annunciano i fondatori del neonato comitato - Non lasceremo cadere nel nulla quanto accaduto».