Incertezza sull’impianto irriguo, le imprese incalzano la Regione

14 Ottobre 2022

Reclamati tempi sicuri sulla realizzazione: progetto in fase avanzata, ma mancano i sondaggi Gli agricoltori e gli amministratori vogliono un incontro nella Marsica con l’assessore Imprudente

AVEZZANO. Un incontro ad Avezzano tra l’assessore regionale all’Agricoltura, l’Arap, le associazioni di categoria e i sindaci dell’area fucense per fare il punto sulla realizzazione dell’impianto irriguo del Fucino, opera strategica per il territorio attesa oramai da anni. È quanto emerso a margine della terza commissione regionale convocata sulla questione delle elezioni dei presidenti dei consorzi di bonifica abruzzesi. Dopo l’annuncio del vicepresidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, circa la presentazione di un’istanza per 65 milioni di euro, nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) Acqua bene comune, molti sono stati gli interrogativi che si sono posti i rappresentanti delle associazioni categoria, gli amministratori comunali del territorio e gli agricoltori circa i tempi di presentazione del nuovo progetto e soprattutto i tempi di realizzazione dell'opera.
Nel faccia a faccia, che dovrebbe tenersi nel giro di una decina di giorni, i marsicani vorrebbero chiedere rassicurazioni proprio sulle tempistiche soprattutto alla luce della stagione siccitosa appena trascorsa che ha visto gli agricoltori del Fucino in serie difficoltà. Nell’ultimo incontro avezzanese l’assessore Imprudente si era presentato con ritardo, tanto che molti amministratori avevano lasciato l’Arssa indignati per lo «sgarbo istituzionale». Ora, per il bene del territorio, si dovrà necessariamente ricucire lo strappo.
Tornando ai tempi di realizzazione, al momento l’unico ad accennare una possibile data è stato il direttore di Arap, il marsicano Antonio Morgante, che ha parlato di dicembre 2023 per la presentazione del nuovo progetto. Per accelerare i tempi, il progetto in questione seguirà l’iter della Valutazione di impatto ambientale (Via) nazionale attraverso l’Autorità di distretto (ex Autorità di bacino), ente che “disegnò” il primo impianto irriguo durante la legislatura D’Alfonso. La Regione, al momento, ha solo confermato la disponibilità dei fondi aumentati da 50 a 65 milioni in virtù di un aggiornamento dei costi, senza però accennare alle fasi della progettazione. Tuttavia, secondo indiscrezioni trapelate, il progetto sarebbe in fase avanzata. Mancano però le autorizzazioni per i sondaggi, in quanto quelli già fatti sono stati ritenuti insufficienti, per valutare i profili dei terreni, le falde acquifere e la quantità di risorsa idrica a disposizione nei pozzi. Si parla di praticare circa 500 fori nell’area del Fucino che verranno effettuati questo inverno per non danneggiare le colture. Affinché l’opera veda la luce i marsicani ora sperano nella vicinanza tra il presidente Marco Marsilio e la premier in pectore Giorgia Meloni, e nel possibile ingresso dei marsicani Mario Quaglieri e Massimo Verrecchia, rispettivamente, in giunta e consiglio regionale.