Inchiesta Asl, prosciolte dopo 10 anni
Servizio veterinario sotto accusa: scagionate l’attuale dirigente De Paulis e una consulente. Prescritti gli altri reati
L’AQUILA. Dieci anni fa un’inchiesta giudiziaria sembrava aver messo le mani su un sistema di malaffare nell’ambito della gestione del servizio veterinario Asl.
Erano state ipotizzate accuse pesantissime, al punto che a due imputate era stato contestato il reato di concussione. Ieri, nel corso dell’udienza preliminare, è stato lo stesso pm in aula a chiedere di mandare in archivio un episodio di concussione mentre altri reati meno roboanti sono stati dichiarati prescritti compresa una tentata concussione poi derubricata. Ieri il giudice per le indagini preliminari del tribunale ha prosciolto Francesca De Paulis, capo del servizio veterinario Asl, dalla pesante accusa. Scagionata, sempre da concussione, Isabella D’Antonio, consulente aziendale, mentre altre contestazioni sono venute meno per via della prescrizione. Ma, anche a detta delle difese, è stato lo stesso pm a ridimensionare l’impianto accusatorio. Intervenuta prescrizione anche per reati di minor peso che erano a carico di altri due veterinari, Giuseppino Pietrucci e Mauro Mancini. La morale è che ci sono voluti dieci anni per far cadere i reati più gravi e non sono bastati i medesimi dieci anni perché un tribunale esaminasse le altre accuse. Per cui non è stata fatta chiarezza del tutto sulla vicenda con una sentenza definitiva come un caso così importante avrebbe meritato.
La De Paulis, per quanto riguarda la concussione, era accusata di avere indotto, abusando dei suoi poteri di dirigente, i titolari di attività produttive sottoposte alla sua vigilanza, a ingaggiare professionisti (la D’Antonio) di sua conoscenza. La D’Antonio concorreva con la De Paulis, sia pure in una forma assai meno grave, nella medesima condotta di concussione beneficiando di tale incarico.
Per la verità il rinvio a giudizio c’era anche stato, ma il tribunale aveva rinviato gli atti al gup per avere dei capi di imputazioni dai quali risaltasse meglio il tenore delle accuse. I ritardi con cui è andato avanti questo procedimento sono stati causati anche dalle immancabili omesse notifiche che hanno fatto saltare ripetutamente le udienze. Nel corso dell’udienza la stessa De Paulis ha fornito una sua ricostruzione della vicenda e ha sostenuto che la denuncia che aveva portato all’avvio dell’indagine era stata fatta in modo strumentale per farla fuori. Tesi complottista ribadita anche dai componenti del collegio difensivo. Fatto sta che in avvio di indagine il gip respinse la richiesta di arresto per alcuni dei sospettati.
Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Antonello Carbonara, Ascenzo Lucantonio, Attilio Cecchini, Giuseppina D’Angelo, Angelo Colagrande.
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